SoC: Parliamo di questi sconosciuti


I SoC ("System on a Chip" o meglio "Sistema su circuito integrato") sono dei particolari circuiti che, il 90% della popolazione mondiale, utilizza quotidianamente. Questi, infatti, sono contenuti all'interno di Tablet, Smartphone, Smartwatch, single-board computer e tutti quegli altri dispositivi che dispongono di una grande potenza di calcolo nelle dimensioni di soli pochi centimetri.
In più, ad essere considerati SoC, spesso sono anche semplicemente le CPU dei nostri computer per via delle loro soluzioni multi-core e memorie cache integrate.

Intel Edison

Cosa contengono questi SoC?


Se come abbiamo già detto il SoC è un "Sistema su circuito integrato", questo significa che sopra questo circuito integrato saranno saldati tutti i componenti necessari per il corretto funzionamento di una macchina. Conoscendo l'hardware di un comune Personal Computer, potrete facilmente immaginare da cosa sono composti questi System on a Chip.
Quindi è fondamentale la presenza di un processore centrale ma facoltativa quella di un processore grafico. Saranno sicuramente presenti diversi tipi di memoria: dalla RAM alle comuni memorie flash e per concludere, se necessario, diversi connettori per interfacce standard come: USB, HDMI, Ethernet ecc.

Dove vengono impiegati e qual è il futuro che si prospetta?


Il vasto modo di impiegare questi prodotti è esattamente il punto forte dei SoC perché, seppur non è proprio cosi, hanno un numero di utilizzi illimitati e attualmente possiamo davvero trovarli ovunque. Come ho detto prima, infatti, sono situati all'interno di tablet, smartphone e smartwatch ed escludendo questi prodotti che ormai tutti conoscono, ve ne sono due nuovi che negli ultimi anni sono riusciti ad entrare in moltissime famiglie del mondo. Questi sono i pc single-board e le piattaforme di prototipazione open-source che, entrambi, possono essere classificati come SoC. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

I Single-board computer


I single-board computer (computer su scheda singola), piccoli tanto quanto una carta di credito, sono in realtà dei veri e propri PC super miniaturizzati che offrono una bassa potenza di calcolo ad un prezzo praticamente irrisorio e vengono impiegati maggiormente, come potete già immaginare, in situazioni dove la potenza del calcolatore non è affatto un fattore rilevante. Ad esempio possono essere utilizzati per creare: NAS, Media Center, Sistemi di domotica, emulatori di console "preistoriche", Robot e tante altre piccole cose.
Molti consumatori hanno scoperto questa categoria di prodotti grazie alla Raspberry Pi Foundation che con il "Raspberry", la loro versione di single-board computer, ha registrato milioni e milioni di vendite. Però, seppur può sembrarlo, la Pi Foundation ha portato soltanto alla ribalta questo format di PC, ma il loro prodotto non è né l'unico né il più economico. Infatti vi sono anche altri dispositivi che offrono: più potenza di calcolo e un maggior numero di connettori per supportare tutte le interfacce più comuni.
Eccovi una manciata di nomi: Cubox, Allwinner A10, MarsBoard, BeagleBoard-xM, Cotton Candy, PandaBoard ES.
A seguire un video di esempio.



Piattaforme di prototipazione open-source


Questi particolari SoC sono utilizzati dagli elettronici/programmatori/geek che hanno intenzione di creare una qualunque cosa partendo completamente da zero ed ideando, sia lo schema elettrico, che il software che dovrà far funzionare i componenti collegati tra di loro. Detto cosi può sembrare difficile da comprendere, ma grazie ad una piattaforma del genere, come lo può essere Arduino, è possibile, potenzialmente parlando, creare qualsiasi prodotto già in commercio. Degli esempi? Si possono produrre: termometri, aspirapolveri automatiche, jammer, telecomandi, sistemi di domotica, orologi, vu-meter, ricevitori satellitari, riproduttori musicali ecc. ecc.

Anche se detto cosi possono sembrare molto simili ai single-board computer, in realtà, noterete come sono completamente diverse da quest'ultime. Quali sono quindi le differenze tra i due prodotti? Fondamentalmente entrambi hanno un microcontrollore ed entrambi hanno delle porte USB, ma mentre nel Raspberry c'è la possibilità di installare direttamente un sistema operativo ed utilizzarlo, nell'Arduino i sistemi operativi sono praticamente inesistenti e l'unico software che scaricherete all'interno della EEPROM attraverso il compilatore, sarà il software che avrete scritto voi per interagire con i sensori/componenti che, attraverso uno schema elettrico, avrete collegato.

Il principale protagonista di questo tipo di SoC è, senza ombra di dubbio, Arduino ed è anche il primo prodotto ad essere stato lanciato di questo tipo. Eccovi un video di dimostrazione per chiarire tutti i vostri dubbi.



Intel stessa ha affermato non molto tempo fa che, il futuro, sembra essere indirizzato verso questi sistemi "all in one" dove un componente solo riesce a svolgere le funzioni di più componenti messi insieme, sia per una questione di portabilità che per una questione prestazionale. Il Raspberry e l'Arduino, a cui dedicheremo due prossimi articoli, "sposano" perfettamente questa innovativa ideologia.

Author: Cerquone Giacomo

I migliori servizi di Cloud Storage

I servizi Cloud

Negli ultimi anni si sono sviluppati moltissimi nuovi servizi su internet, facendo flettere sempre più l’ago della bilancia sui servizi offerti in rete piuttosto che sul client appoggiandosi alla rete.
Un grosso sviluppo in questi termini è stato dato dalla nascita dei servizi cloud, declinando sempre più la responsabilità dell’elaborazione al server piuttosto che al client.

In questo articolo andremo ad affrontare una panoramica sui servizi Cloud, con un richiamo ad alcuni servizi, per poi passare ad un’analisi nel dettaglio dei cloud storage che, dopotutto, sono il servizio più sfruttato.


In cosa consiste il Cloud?


Il Cloud computing non è altro che un insieme di tecnologie finalizzate alla fruizione, da parte del cliente, di servizi offerti dal provider al cliente stesso, permettendogli di memorizzare, archiviare ed elaborare dati tramite alcune risorse software ed hardware distribuite in rete.

Il sistema non è altro che una più grossa evoluzione di quanto già avveniva in ambito aziendale. Tramite le LAN aziendali, infatti, non solo si centralizzava l’archiviazione in modo tale che i dati fossero fruibili da tutti (ad esempio, nel campo informatico, spesso in azienda si condividono le librerie in modo tale che tutti abbiano a disposizione le stesse funzioni), oppure si distribuiva il calcolo tra più unità elaborative creando una rete di calcolo molto più efficiente.

Il cloud computing evolve questo concetto fornendo veri e propri software, che prima andavano installati su ogni terminale, tramite una semplice piattaforma web, spesso il solo browser, consentendo all’utente di salvare il proprio lavoro sul proprio terminale o addirittura proprio in rete condividendolo con utenti anche esterni alla propria rete aziendale o domestica.

Le potenzialità di questo sistema sono enormi e gli sviluppi stanno sempre più portando ad una maggior implementazione di sistemi simili. Ne è un esempio il ChromeBook, veri e propri Notebook con sistema operativo sviluppato da Google (ChromeOS) con servizi completamente Cloud.

Il più affermato di tutti i servizi è il Cloud Storage che permette all’utente di archiviare dati tramite una cartella condivisa con il server cloud, sempre sincronizzata e condivisibile con altri utenti.

Il Cloud Storage non è l’unico servizio attualmente attivo. Google, ad esempio, fornice una vastissima gamma di servizi, quali il famoso Google Doc per la gestione di documenti, a Google Immagini per la gestione delle immagini senza che siano archiviate sul dispositivo, a Maps con Navigatore che permette di navigare senza avere le mappe sul terminale e tanti altri.

In questo appuntamento, come già detto, affronteremo il Cloud Storage ed i migliori fornitori di questo servizio.

Dropbox

Attualmente il servizio di Cloud Storage più diffuso al mondo. Offre un servizio impeccabile, sempre fluido ed efficace. L’account base (gratuito) parte con 2gb di spazio, subito estendibile con altri bonus dal facile realizzo. Per ogni nuovo iscritto da voi portato, inoltre, la quota verrà incrementata di ulteriori 500mb.
Il sistema è totalmente multipiattaforma: Windows, Linux, Mac, Android, iOS, Windows Mobile, Blackberry e tanti altri, con un’interfaccia semplice, pratica e comunque disponibile via browser anche in modalità mobile.

La sincronizzazione è tra le migliori che abbiamo provato, assolutamente precisissima.
Sfruttato da tantissime applicazioni esterne tramite le sue API, Dropbox è il miglior provider di Cloud Storage.


Box.net

Un servizio interessante che parte con ben 10gb facilmente estendibili con alcuni bonus non troppo complessi. Non particolarmente multipiattaforma in quanto supporta, ad ora, soltanto Windows e Mac.
Una caratteristica molto interessante è la totale integrazione con i servizi di Google Doc, permettendo l’integrazione dei documenti sullo space Box.net e non su Gdrive.


Windows Live SkyDrive

E’ il cloud storage ufficiale di casa Microsoft, sempre più integrato nei propri servizi, ha di recente aggiunto la possibilità di caricarvi le fotografie in album come fa Google con Google Immagini.
Completamente integrato in Windows 8.1, offre una funzionalità molto interessante, ma, purtroppo, limitata esclusivamente a questo sistema operativo.
In pratica sarà possibile avere, nelle cartelle sincronizzate, solo alcuni file realmente sincronizzati e quindi archiviati nel dispositivo (occupando spazio di archiviazione), gli altri invece saranno disponibili in modalità “offline” permettendo all’utente di scaricarli solo al momento dell’effettivo uso e, una volta modificati, di aggiornarli sul server e cancellarli sul dispositivo in maniera completamente automatica.
SkyDrive si integra perfettamente con la piattaforma Office Cloud, offrendo7gb di spazio di archiviazione (25 per i vecchi utenti MSN, Hotmail, etc), al momento disponibile solo per utenti Windows, Windows Mobile, Android, iOS.


Wuala

Wuala è il cloud storage della Lacie, azienda famosa nel mondo per la produzione di dispositivi di archiviazione di massa. Il servizio offerto è molto interessante. Offre 5gb di spazio, con un cliente multipiattaforma  (Windows, Linux, Mac, Android, iOS) basato su Java (nelle versioni Desktop), il che lo rende un po’ macchinoso e pesante a causa della macchina virtuale.
L’interfaccia non è proprio gradevole, ma il software è funzionale.
Permette la condivisione di cartelle tra più utenti, senza l’obbligo del mantenimento dei file sul proprio dispositivo. Molto utile in ambito universitario per la condivisione di materiale, si è rivelato tutt’altro che un flop.


bitcasa

BitCasa è un servizio un po’ in affanno. Offre uno spazio gratuito di 20 gb con un client quasi multipiattaforma (Windows, Mac, Linux in sviluppo, Android, iOS).
Nulla di particolare di cui parlare per questo servizio che fa il suo dovere senza eccellere, molto interessante la versione a pagamento che, per 10€ al mese, offre 1TB di spazio, cosa non da poco, per 99€ al mese spazio infinito.


Copy

Copy fornisce un servizio di Cloud Storage decisamente da valutare. La versione base include ben 15gb di spazio di archiviazione, con client multipiattaforma (Windows, Mac, Linux, Android, iOS) particolarmente sviluppato per il mondo mobile.
Integra l’upload automatico delle fotografie scattate dal terminale come Dropbox ed un client Desktop davvero performante.
Qualche bug ancora da risolvere nella versione mobile, ma roba da poco.

Non vi sono limiti nelle dimensioni dei file (se non lo spazio di archiviazione residuo), nessuna restrizione nella visibilità, nessun problema di Privacy grazie ad un efficacissimo algoritmo di criptaggio AES 256 proprietario.

Competitiva anche l’offerta per aziende che permette la condivisione del lavoro fino a 5 utenti gratuitamente, contro i quasi 800$ all’anno di Dropbox, perfetto per una piccola azienda.

Google Drive

E’ il servizio di cloud storage di mamma Google, perfettamente integrato con i propri servizi Cloud permette una totale gestione degli stessi tramite l’account Google.

Tramite le sue API è integratissimo con tantissime app (in particolare Android).

Fornisce 15 gb di spazio di archiviazione, disponibile con client ufficiali (e non) per tutte le piattaforme, ovviamente l’integrazione con Android e ChromeOS è totale.



Mega

Avremmo voluto parlare anche di Mega, il servizio di Cloud Storage di KimDotCom. Figlio del vecchio Megaupload, fornisce un sistema di protezione fortemente all’avanguardia ma, a parte il sistema via browser, non un Client adeguato e pertanto dobbiamo escluderlo da questo articolo.



Come creare un sito web con Wordpress. Puntata 1 di 3

Molte persone credono ancora che creare un sito web sia un'impresa da titani e che, prima di poter combinare qualcosa, si ha bisogno di anni e anni di studi. Però la realtà non è affatto questa o, almeno, non lo è più. Al giorno d'oggi, con i famosi editor WYSIWYG ("What You See Is What You Get" o meglio "Quello che vedi è quello che hai") di cui parleremo più avanti, la creazione di siti web è una pratica divenuta semplicissima e di uso comune.
Quindi mettiamoci da subito in mente che, nella creazione di un sito web senza particolari pretese, non c'è bisogno di conoscere alcun linguaggio di programmazione e cosi, in queste tre puntate, non parleremo mai di codici che potrebbero risultarvi alquanto strani.
Infatti, la guida che state leggendo, vi permetterà di mettere in piedi un vostro sito o blog in maniera del tutto autonoma attraverso l'utilizzo di Wordpress. Wordpress, detto per il momento in maniera semplice, è un CMS ("Content Management System" o "Sistemi di gestione del contenuto") come lo è anche Joomla, Drupal e tantissimi altri.

L'Hosting


Prima però di spiegare tecnicamente come fare questo, c'è bisogno di conoscere un po' di teoria di fondo che sta alla base dei siti web. Innanzitutto, molto semplicemente, un sito web è un insieme di file che vengono scaricati dal client (browser) che lo sta visitando. Questi file che scarichiamo però, dove risiedono? All'interno di computer di grandi aziende (vedesi aruba, altervista, netsons ecc.) che li mettono a disposizione (gratuitamente e a pagamento) proprio per questo scopo e cosi, nel momento in cui disporremo di un hosting (il servizio offerto di cui stiamo parlando), potremmo caricare all'interno di questi server i file che andranno poi a comporre il nostro sito web.

Cosa contengono però questi file? E di cosa sono composti? Solitamente essi sono file di testo contenenti script (righe e righe di codici di linguaggi di programmazione) che, una volta scaricati dal browser che li sta visitando, saranno eseguiti.
Spiegato questo, capire cos'è Wordpress è molto semplice. Difatti non è nient'altro che un insieme di file (script) che una volta caricati su un servizio di hosting e visitati attraverso un browser permettono di configurare un sito web a seconda delle proprie esigenze grazie al pannello d'amministrazione presente in ogni CMS.

Il Dominio


Come raggiungiamo però un determinato server nella quale risiedono questi file? Fondamentalmente un server nella rete può essere raggiunto tramite un browser attraverso il suo IP. Infatti per visitare Google, possiamo anche scrivere un indirizzo IP tra i tanti dei suoi server. Ecco un esempio: 173.194.116.88. Come avrete notato non fa altro che portarvi sul noto motore di ricerca.
Però navigare con gli indirizzi IP sarebbe stato assurdo per diversi chiari motivi: l'utente può non sapere cosa sia un indirizzo IP e tutti quei numeri sono chiaramente difficili da ricordare.
Cosi, per ovviare a questo problema, è stato creato il DNS ("Domain Name System" o meglio "Sistema di nomi a dominio") che permette di assegnare ad uno o più server con precisi indirizzi IP, un ben determinato nome di dominio. Quindi, il DNS, non fa altro che convertire un IP in parole comuni. Nell'esempio precedente, se avessimo visitato http://www.google.it piuttosto che tutti quei numeri, il DNS avrebbe avuto il compito di convertirlo in indirizzo IP. Questa pratica è chiamata "Risoluzione DNS".
Detto questo, avrete capito che per creare un sito web si ha bisogno, si dell'hosting, di un nome di dominio che punta al server in cui risiedono i nostri file.
I domini, a seconda di quello che cerchiamo, possono essere gratuiti o a pagamento in base ai suoi livelli. Ma cosa sono questi livelli del dominio? Per spiegarlo ecco una piccola immagine che ho preparato: 


Ora bisogna che voi sappiate che le società che forniscono servizi di hosting, solitamente, forniscono anche un dominio (da vedere poi se a pagamento o gratuito), ma non è sempre cosi. Infatti esistono società specifiche che forniscono hosting ed altre addette alla registrazione di domini per quei siti web famosi che hanno bisogno di alte prestazioni. Infatti un dominio di qualità e un hosting altrettanto buono favoriscono un posizionamento migliore sui motori di ricerca (sempre che il sito sia ben indicizzato), permettono un maggior traffico di dati ed utenti e i tempi di risposta sono nettamente minori.

Dove aprire un hosting e il rispettivo dominio?


Ci sono moltissime discussioni a riguardo. La qualità del servizio offerto da queste società non varia soltanto in base alla qualità dei loro server, ma anche alla disponibilità del personale, alla semplicità di comunicazione e molte altre cose che, man mano che entrerete in questo "circuito", vi renderete conto.
Sulla rete vengono fatti diversi nomi di ottime società di hosting ma, per iniziare, la maggior parte degli utenti si affida ad aziende entry-level che offrono: un dominio di terzo livello gratuito, un hosting abbastanza limitato (comunque adatto agli usi e alle esigenze dei nuovi arrivati) ed un interfaccia semplice di amministrazione del dominio/hosting che permette, tra le tante cose, anche una installazione automatizzata di alcuni tra i più famosi CMS.
Alcuni nomi delle società che offrono questo tipo di servizio sono: Altervista.org, Netsons.org, Libero.it, 000webhost.com.

Vi dico da subito che scriverò questa guida senza far riferimento ad un preciso servizio proprio per lasciarvi liberi nella scelta e per fare in modo che, quanto scriverò, sarà adattabile in qualsiasi situazione.

Con quale protocollo si comunica con i server?


Il protocollo maggiormente utilizzato per l'upload ed il download dei file che risiedono su un server è l'FTP ("File Transfer Protocol" o "Protocollo di trasferimento di file"). 
Esso è considerato uno dei più vecchi protocolli della rete ed offre la possibilità di: caricare e scaricare file sul e dal server, creare cartelle, navigare tra le cartelle e di impartire dei particolari comandi che, fortunatamente, non sono necessari nel nostro specifico caso.
Un ulteriore protocollo utilizzato è il classico HTTP. Infatti, ci si può collegare al server per effettuare molteplici operazioni semplicemente visitando una pagina web. Ovviamente, per poter fare questo, il vostro sito di hosting deve mettere a disposizione un pannello d'amministrazione per gli utenti, lo stesso di cui parlavo prima, dalla quale impartire i comandi.

Cosa vedremo prossimamente?


Nella prossima puntata vedremo, tra le tante cose, come e quali strumenti utilizzare per amministrare e dare vita a questo nostro sito web. Alla prossima!

Author: Cerquone Giacomo

Perché scegliere Windows come sistema operativo?

Come sicuramente ben sapete, nel corso della storia, sono stati molti i sistemi operativi della famiglia "Windows", prodotti dalla Microsoft, ad essere stati criticati nel mondo dell'informatica per la loro bassa qualità. Anzi, ogni giorno, sempre più utenti rimuovono dai loro computer questo famoso sistema operativo per fare posto a sistemi totalmente differenti come, ad esempio, i cosiddetti sistemi operativi unix-like dei quali fanno parte alcuni come: Ubuntu, Debian e Mint che sono sicuro avrete già sentito.
Ma perché sul web si sente parlare sistematicamente male dei sistemi operativi Windows? Sicuramente possono risultare problematici e, a volte, anche lenti, ma lo sono davvero al giorno d'oggi nelle loro ultime versioni (7, 8 e 8.1)? Vi dico chiaramente che con quest'articolo voglio andare un po' controcorrente perché, vuoi per l'abitudine di snobbare windows, vuoi per la scarsa fiducia in Microsoft, si pensa ancora che questi sistemi siano quelli di una volta che avevano un'infinità di problemi dove, il "blue screen of death", apparive durante 5 sessioni su 10.
Scrivo questo articolo con una certa consapevolezza. Nel tempo ho infatti provato moltissime distro unix-like e, pur riconoscendole come ottimi sistemi operativi, non sento assolutamente la necessità di sostituirle al mio fedele Windows 8. Cosi ho deciso di scrivere i motivi per cui credere che Windows sia al giorno d'oggi un valido sistema operativo e che, appunto, non debba essere abbandonato.
Bisogna però prestare attenzione al fatto che, le versioni a cui farò riferimento, sono ovviamente soltanto le ultime: Windows 7 e Windows 8 (quest'ultimo in particolare), tralasciando quindi il flop clamoroso che è stato Vista.

Prima di iniziare però, voglio fare un appunto basandomi sulla mia personale esperienza a riguardo. Windows è un sistema operativo che per far si che nel tempo rimanga fluido e veloce, oltre a dover disporre di una macchina abbastanza potente, va utilizzato rispettando alcuni criteri. Ora, rivolgendomi a chi sa di cosa parlo, quante toolbar trovate installate ogni giorno nei PC? Quanti virus e programmi inutili intasano i computer delle moltissime famiglie? Ecco, tutto questo contribuisce a peggiorare l'esperienza d'uso generale rallentando i processi e portando l'utente all'esasperazione fino ad arrivare a lamentarsi del sistema operativo quando, ad essere errate in realtà, sono le scelte effettuate dagli utenti di installare programmi a casaccio. Infatti se venissero prese le giuste precauzioni, e non mi riferisco soltanto all'uso di un antivirus, non si presenterebbe nessun grande problema. Detto questo possiamo partire:

La facilità d'uso


Questo è sicuramente uno dei punti forti principali di questo sistema operativo e, con Windows 8 per quanto riguarda la facilità d'uso, sono stati fatti davvero dei passi da gigante. Questo grazie anche alla nuova interfaccia "Metro" che ha introdotto una disposizione dei contenuti molto intuitiva e graficamente ben ordinata.
Stessa cosa per quanto riguarda la gestione e l'installazione dei driver delle periferiche: Windows a differenza di Linux, per via delle diverse categorie del kernel e per il fatto che le aziende preferiscono sviluppare per Windows (dopo vedremo perché), riscontra molti meno problemi.
Per concludere questo paragrafo vi parlerò di una cosa di cui, sinceramente, non ho sentito parlare molto sul web e che riguarda la risoluzione automatica dei malfunzionamenti del sistema operativo.
Già con windows XP, Microsoft introdusse una specie di sistema di riparazione del sistema ma, come ben ricordo, faceva cilecca 9 volte su 10 e l'utilità era pressoché nulla. La storia cambiò con Windows 7 e questo strumento di risoluzione dei problemi riuscì finalmente a migliorarsi e ad avere una vera e propria utilità. 
La svolta decisiva la si ha avuta però con Windows 8 che dispone di un sistema davvero eccezionale. Pochi giorni fa, per l'appunto, il mio pc non riusciva ad avviarsi e cosi, prima di scervellarmi per poter risolvere il problema per cercare di non buttare alcuni dati salvati all'interno, Windows 8 si era già riparato da solo ed era di nuovo funzionante.
Tutto questo, in un sistema operativo unix-like, non lo troverete nella maniera più assoluta e sarete voi stessi a dover ricercare il file corrotto e ripararlo, spesso e volentieri senza l'utilizzo di un interfaccia user-friendly (le classiche finestre di windows).

Un numero infinito di Software


Windows è inondato di software applicativi. Ce ne sono di tutti i gusti, per tutte le età e vengono sviluppati da chiunque: professionisti, aziende, semplici privati e cosi via che concorrono ovviamente ad espandere le funzionalità di un personal computer.
Proprio per questa ragione le cose che stupiscono maggiormente gli utenti che per la prima volta si avvicinano a Linux, sono fondamentalmente 2. La prima è che i software non si installano cliccando semplicemente due volte su un file ".exe" e, la seconda, che c'è una clamorosa mancanza di software rispetto a Windows. Non mi dilungherò a spiegare il perché di questo ma, molto semplicemente, dovete sapere che di giochi ce ne sono pochissimi, di software professionali per il disegno vettoriale (CAD ecc.) praticamente non ce ne sono e l'unico settore "forte" dei software applicativi per Linux, se vogliamo, è quello riguardante gli IDE con i quali fondamentalmente, detto in modo più che volgare, ci si sviluppano i programmi.
Però questa presenza di un numero infinito di software ha fatto si che anche il propagarsi di virus sia stato di gran lunga maggiore sui sistemi operativi di Microsoft e, se con Linux non si ha bisogno di un antivirus, non è assolutamente la stessa cosa con Windows. Però per quanto riguarda questo aspetto del sistema operativo di Microsoft, come ho anticipato precedentemente, bisogna semplicemente imparare ad avere un'organizzazione mentale che ci permetta di non installare ogni giorno nuovi software, ma di utilizzare sempre e comunque quelli che si conoscono e che abbiamo installato in una sola fase iniziale.

Conclusioni


Voglio quindi concludere quest'articolo riequilibrando un po' la situazione. Sicuramente i "tifosi del pinguino", leggendo quanto scritto fin ora, avranno non poco da ridire, ma è importante capire il motivo per il quale Linux è stato screditato e sconsigliato. Quello che bisogna considerare è che, il seguente articolo, è rivolto ad un pubblico di utenti medi che, in tutta franchezza, non riuscirebbero ad utilizzare una distribuzione Linux senza prima delle basi, seppur generali, a riguardo di questo mondo completamente diverso.
Da molto tempo infatti si parla di questa cosa e, i passi avanti verso una maggiore semplicità di utilizzo (vedesi Ubuntu, Mint ecc.), sono stati moltissimi nel tempo ma non sufficienti. 
Questo perché credo che Linux, più semplice che vuoi renderlo, ragionerà sempre in una determinata maniera e bisogna sapere quali file andare a prendere se, ad esempio, a riscontrare problemi è il GRUB (il noto "gnu-bootloader").
Quindi, oggettivamente parlando, non può e non deve esistere il miglior sistema operativo al mondo perché, questo, deve decisamente rispecchiare le esigenze e la capacità della persona che lo utilizza.

Author: Cerquone Giacomo

I migliori client BitTorrent

BitTorrent è un protocollo di rete di tipo Peer-To-Peer, nato nel 2002, ed utilizzato per lo scambio di dati tra i numerosi client. Nato dalla mano di Bram Cohen, un giovane programmatore di San Francisco, creatore anche dell’omonimo client scritto in Python.

Differentemente dagli altri sistemi di File Sharing, BitTorrent realizza un sistema di distribuzione dei file molto efficiente in modo da distribuire il file in questione tra il maggior numero di utenti i quali possono sia scaricarlo che distribuirlo.

I nodi condividono tra loro le porzioni di file che possiedono tramite un’adeguata coordinazione, ottimizzando i benefici tra di essi i quali sono incrementati quanto più è elevata la banda in uscita di ognuno di essi.



Il file in condivisione viene frammentato in numerose porzioni che vengono trasmesse e ricomposte, poi, una volta giunte a destinazione. Ogni porzione ha una dimensione prefissata che viene calcolata tramite uno specifico algoritmo e comunicata ad ogni client.

Per poter usufruire del protocollo è necessario possedere dei file Torrent (.Torrent), il quale non è altro che un descrittore con indice. Contiene la descrizione dei pacchetti cui è composto il file originale, nel particolare le chiavi di hash che servono proprio per garantire l’integrità delle singole porzioni. Il codice hash, difatti, è un codice univoco associato ad una collezione di byte (file o porzione di esso), se due file possiedono lo stesso codice di hash allora sono identici.

Numerosi sono i servizi in rete che permettono di scaricare i file torrent, spesso veri e propri motori di ricerca che, ormai, da più di 10 anni permettono di sfruttare il protocollo per scambiare film, musica, libri e tanto tanto altro in totale affidabilità e velocemente.

Gli scopi di utilizzo spesso sono illegali, per la maggioranza download di materiale pirata, ma non sono gli unici. Ubuntu, ad esempio, distribuisce le proprie distro anche tramite BitTorrent.

Per scaricare è, quindi, necessario possedere un Client Torrent che permetta di comunicare tramite questo protocollo. In questo articolo tratteremo una lista dei migliori e più diffusi Client per condividere i propri file con la rete.

BitTorrent


BitTorrent è il primo e tra i più famosi Client BitTorrent al mondo. Rilasciato nel 2002 in concomitanza al rilascio dello stesso protocollo p2p dal suo creatore Bram Cohen.
Prima scelta di molti ai tempi, col passare degli anni ha visto diminuire la propria fetta di mercato sempre più vorticosamente a causa di politiche spesso aggressive e poco puntate allo sviluppo.

Paradossalmente BitTorrent ha col tempo favorito i propri concorrenti. Nel 2006 ha acquisito µTorrent con la speranza, col tempo, di veder passare gli utenti µTorrent ad esso, ma la comunità µTorrent non ha gradito portando ad un lento, ma progressivo, calo degli utenti di µTorrent stesso



µTorrent


Per anni µTorrent è stato l’unica scelta per moltissimi, gratuito, veloce, affidabile e leggerissimo. Piccoli e grandi pregi che hanno visto il piccolo Client scalare la classifica fino a giungere in vetta in pochissimo tempo.
Purtroppo dopo l’acquisizione da parte di BitTorrent nel 2006 (alla beneamata cifra di 20 milioni di dollari), la qualità è scesa moltissimo. Il client è stato popolato di pubblicità molto più aggressive, le performance hanno visto un leggero calo e la leggerezza è andata quasi del tutto a farsi benedire, in voce di nuove funzionalità aggiunte che, però, ne hanno appesantito tantissimo il motore.


Tixati


Tixati, devo essere onesto, è il client a cui sono passato io personalmente dopo aver lasciato µTorrent, non senza tanto rammarico.
Tixati, come un tempo µTorrent, mira esclusivamente alle prestazioni. Non solo è leggerissimo (anche bruttissimo, con un’interfaccia molto scarna ma efficace), ma anche molto veloce nei download in quanto implementa un sistema (proprietario) che ne incrementa le prestazioni di download ed upload.

Inoltre, ad ogni download aggiunto, il sistema effettua un controllo di fattibilità sul disco, in modo tale da evitare danni al file scaricato.
In più Tixati fornisce una funzionalità molto originale per un client Torrent, un sistema di Chat che ricorda moltissimo mIRC.

Con un uso davvero parsimonioso di memoria ram e cicli di cpu, Tixati è stata la mia scelta.


qBittorrent


Se, come me, avete bisogno di un Client che sia non solo efficace e performante e non vi interessa che sia bello da vedere e gradevole, allora qBittorrent può essere la vosta scelta.

Brutto come non mai è leggero come una bolla di sapone, ben sviluppato e fornitissimo di funzioni.
Interessante anche la possibilità di inserire plugin per incrementare le funzionalità del sistema che, potrete non crederci, rimarrà comunque molto leggero.



Vuze


Vuze è il client per l’utente pigro, ma attento alla propria privacy.

Diventato conosciuto in quella fetta di utenza che naviga sotto VPN e Proxy privati, è un client funzionale ed elegante nella presentazione. Utilissimo per chi scarica molta musica e filmati in quanto possiede un riproduttore multimediale incorporato molto ben fatto e performante (funzionalità poi copiatagli anche da altri, ma non con gli stessi risultati).

Qualche pecca nelle performance dovuta all’ausilio della macchina virtuale Java ma nel complesso un buon prodotto che non deluderà.


Deluge


Deluge è il Client perfetto per chi non vuole fronzoli ma gettarsi sull’essenziale. Deluge non fa altro che gestire i processi di download ed upload dei vari torrent e nulla più.

Questa impronta molto diretta ha portato allo sviluppo di un prodotto molto leggero che è riuscito col tempo a tagliarsi una fetta di mercato non indifferente anche grazie ad un’interfaccia molto piacevole e semplice da utilizzare.

Transmission


Transmission è uno dei Client più famosi, forse grazie ad Ubuntu che per anni lo forniva come Client preinstallato, o grazie al porting (non ufficiale) per Windows che è stato tanto richiesto da una fetta di utenza, forse indecisa tra i due sistemi operativi.

Fatto sta che Transmission è diventato parte della storia di BitTorrent con le proprie personalizzazioni, opzioni e funzionalità fornite, anche se, forse, se le fa pagare un po’ in termini di prestazioni e consumo di risorse.


Folx


Disponibile solo per utenti OSX, deve il suo, discreto, successo alla sua perfetta integrazione con Mozilla Firefox, Safari e Google Chrome oltre che all’estensione FlashGot.
Permette agli utenti di scaricare file sia dal browser stesso che tramite l’applicativo Folx stesso.

Molto semplice e leggero.


Free Download Manager


Free Download Manager (da ora FDM) è un download manager open source sviluppato per piattaforma Windows. Rilasciato nel 2004, ha ricevuto numerosi premi come il Webuser Gold Award nel 2007.

Il sistema in realtà non è esclusivamente un client torrent, anzi, supporta una vastissima gamma di protocolli tra i quali: http, ftp, mms/rtsp, dropbox e tanti altri.

Per niente leggero come gli altri client, ha il vantaggio di poter essere utilizzato per praticamente qualunque tipo di download.

KGet

Sviluppato per piattaforma Linux, è fornito di default con il pacchetto KDE Network. E’ il download manager predefinito del browser Konqueror, ma può essere utilizzato anche con Mozilla Firefox.

Leggero e funzionale, permette anche il download tramite http ed ftp.

Lftp


Lftp è un semplicissimo Client ftp che poi col tempo ha iniziato a supportare anche altri protocolli tra i quali ftps, http, https, hftp, fish e, infine, torrent.

Differentemente dai precedenti è un client esclusivamente da linea di comando Unix.

qBittorrent


qBittorent  un client multipiattaforma, tra quelli con maggiore compatibilità. Nato nel Marzo del 2006, scritto in C++, è compatibile con sistemi Linux, BSD, Mac OSX, OS/2 e Windows.

L’interfaccia è gradevole e le prestazioni più che sufficienti, anzi migliori di sistemi con eguali funzionalità come Vuze ma senza l’ausilio della macchina virtuale che appesantisce di molto il sistema.

Le migliori tariffe tutto incluso per mobile: chiamate, sms ed internet

In questo periodo la lotta agli operatori telefonici è sempre più accanita. La liberalizzazione del mercato non solo ha aperto la strada a tanti, i quali hanno cercato di variare il più è possibile la propria offerta nel corso degli anni, ma le nuove tecnologie hanno poi portato ad una nuova gamma di offerte e di operatori, i cosiddetti operatori virtuali.

Un operatore virtuale è un operatore che lavora diversamente da un operatore classico, non ha infrastrutture, non ha una rete propria ne le autorizzazioni per sfruttare una certa banda di frequenza. Esso opera appoggiandosi alla rete ed agli strumenti di un altro operatore reale, viaggiando sulla “rete dati”. Da qui appunto il nome “Operatore Virtuale”.

Non vi sono particolari differenze per l’utilizzatore finale, gli operatori virtuali hanno la stessa copertura e qualità dell’operatore reale pertanto per l’utente sono effettivamente indistinguibili.



Una premessa necessaria in quanto, in questo appuntamento, andremo ad affrontare un confronto tra le offerte Voce+SMS+Dati degli operatori attualmente in commercio, inclusi gli operatori virtuali.

L’offerta, in realtà, in questo periodo non si discosta molto tra i vari offerenti il servizio, ad ogni modo andremo ad analizzare i pacchetti più economici forniti da ogni gestore (con portabilità) con un richiamo ai pro ed ai contro dello stesso.

Da tenere presente che le offerte sono attualmente in vigore (05/01/2014) ma cambiano molto frequentemente.

Tra i vari operatori andremo a valutare:

TIM, VODAFONE, TRE, WIND, NOVERCA, TISCALI MOBILE e PosteMobile.

TIM


L’operatore Italiano più vecchio e con, attualmente, la rete più estesa. Le frequenze migliori sono di proprietà di Tim, se volete copertura quasi totale è la vostra scelta ma se la farà pagare cara.

Con i prezzi più alti del mercato spesso il gioco non vale la candela.
Ma in questo momento cosa ci offre TIM?

Per tutte le attivazioni con portabilità entro il 12 Gennaio 2014 c’è la Tim Special Full Small (un nome un programma) che offre per 10€ al mese:


  • 1GB di Internet (superato il quale la velocità scende a 32kbps)
  • 200 Minuti verso tutti
  • 200 SMS verso tutti


Se la attiverete ONLINE il primo mese è gratis, non ci sono spese di attivazione ed avrete 1gb di traffico dati in più, inoltre, se siete intestatari anche di linea Telecom Italia, avrete anche 10.000 minuti di chiamate verso Tim e fissi Telecom Italia.

L’offerta dati è utilizzabile anche in tethering e con altri dispositivi sfruttando lo smartphone come modem, non sono utilizzabili applicativi voip.

L’offerta, bisogna dirlo, è molto interessante e, stranamente per TIM, nemmeno troppo costosa, segno che forse l’operatore si sta rendendo conto di aver perso competitività negli anni. Ormai il vantaggio della rete è andato scemando troppo nel tempo, la concorrenza ha anch’essa ormai una buona rete ed è diventato molto più difficile trovare zone senza copertura diretta.

WIND


Nata nel 1997 con l’investimento di Enel, France Télécom e Deutsche Telekom col tempo è riuscita a ritagliarsi una grossissima fetta di mercato, grazie ad una buona politica di tariffe vantaggiose e servizi offerti.

Nel 2000 raggiunge la copertura totale nazionale e nel 2003 viene totalmente acquisita da Enel diventando compagnia completamente Italiana.

I problemi di copertura sono ormai un vecchio ricordo, anche se in alcune zone vacilla un po’ il segnale, la copertura (almeno i 2g) è pressoché totale.

L’offerta Wind che andremo ad analizzare è la All Inclusive, 9€ al mese, che include:


  • 250 minuti
  • 250 sms
  • 1gb di internet, superato il quale la navigazione non cessa ma viene ridotta a 32kbps.


Per i vecchi clienti il costo di attivazione è di 15€, per i nuovi è 1€ se effettuato con portabilità entro il 12 Gennaio 2014.

Al termine dei minuti arriva la stangata, ben 30 centesimi al minuto con tariffazione al secondo, a cui va aggiunto lo scatto alla risposta. Una botta non da poco che mi porta a consigliarvi di riporre particolare attenzione ai minuti residui, non sforate mai.

Altro comportamento che definirei criminale della Wind: vi farà pagare anche se non potrete utilizzare l’offerta, se il vostro credito residuo non sarà sufficiente a coprire l’intera somma vi scalerà comunque il credito residuo NON ATTIVANDO l’offerta, per poi attivarla nel momento in cui ricaricherete scalando il residuo, ma con l’offerta retro attivata.

Vodafone


Compagnia inglese fondata nel 1984, con oltre 250 milioni di clienti nel mondo, è l’operatore telefonico più grande al mondo.
In Italia, francamente, al pari della TIM (se non peggio) è uno dei più costosi sul mercato, giunta nel bel paese dopo l’acquisizione di Omnitel.

La copertura di rete, ormai totale, non ha nulla da invidiare alla TIM, al punto che ha permesso all’azienda di lanciare la Vodafone Station come sostituti dell’ADSL di casa (anche se con qualche difficoltà).

Con un costo di attivazione di 3€ fino al 31 Gennaio e solo per i nuovi clienti, e di 19€ per i vecchi clienti che però avranno telefonate illimitate verso un numero Vodafone, l’offerta che andremo a valutare è la Smart200.

Al costo di 9,9€ al mese offre:


  • 200 minuti verso tutti
  • 200 sms verso tutti
  • 1gb di Internet, che diventano 2 aggiungendo 2€ al mese (solo per chi ha meno di 30 anni) con <30 Young, superata la soglia la navigazione viene bloccata.

L’aspetto CRIMINALE della Vodafone sono i 4€ che vengono scalati all’utente nel momento in cui dovesse attivare il tethering o sfruttare il terminale come modem.

Difatti i MB disponibili saranno utilizzabili esclusivamente dallo smartphone ed anche un’accidentale attivazione del tethering porterà all’attivazione della tariffa base giornaliera di ben 4€.

Un comportamento che mi porta decisamente a sconsigliare la Vodafone.

TRE Italia (H3G)


La Tre (H3G): compagnia Cinese in Italia dal 2002, ha sempre puntato la propria offerta sulle reti ad alta velocità.

Assente una copertura diretta in 2G, questo aspetto ha visto spesso la tre in difficoltà proprio a causa della propria copertura di rete, molte offerte, infatti, erano attive solo su aree con copertura diretta e non in roaming.

Fortunatamente il problema oggigiorno quasi non sussiste più, la copertura di rete H3G è pressoché totale e le offerte voce ed sms sono attive anche in roaming tim, dando copertura totale al territorio nazionale.

Resta solo il vincolo della rete dati, ma ben bilanciato con offerte competitive.

Parlando di offerte, quella che analizzeremo è la All-In Small.

Attivabile entro il 9 Gennaio 2014 ad 8€ al mese (10€ al mese successivamente) include:

  • 200 minuti al mese (50 a settimana)
  • 200 sms al mese (50 a settimana)
  • 2gb di internet (500mb a settimana), superati i quali la rete dati non viene disattivata o rallentata, ma offerta al costo di 20centesimi per 10MB.

Con 5€ al mese è possibile estendere il traffico dati con altri 3gb al mese con la SuperInternet New.

L’attivazione per chi è già cliente è possibile solo cambiando tariffa e passando alla Power10, al costo di 19€.

Noverca


Noverca è il primo operatore virtuale che affrontiamo in questo articolo. Nato nel 2008 da una collaborazione tra Acotel ed Intesa San Paolo (uscita poi nel 2013), attualmente in appoggio su rete TIM vanta, pertanto, un’ampia copertura del territorio nazionale ed ottime offerte.

Nello specifico tratteremo il “Noverca Steel Pack”, attivabile al costo di 4€ al mese in portabilità (o per chi è cliente da almeno 6 mesi).

L’offerta include, al mese:

  • 200 minuti
  • 200 sms
  • 1 GB di internet

Non sono presenti scatti alla risposta o di connessione.

Se l’attivazione avviene in concomitanza alla stipula di una nuova USIM è possibile anche approfittare di alcune opzioni vantaggiose, quali “Noverca 4+5” con tariffe di 4cent al minuto verso tutti e 5cent ad sms per sempre, oppure “Noverca Speci@l” che per un anno raddoppia le ricariche, con credito a scadenza entro fine mese, fino a 600€ (fino a 25€ al mese per nuove USIM, fino a 50€ al mese per portabilità) a fronte di una spesa minima di 10€ mensile.

PosteMobile


E’ il secondo operatore di rete virtuale che affronteremo, appartenente al Gruppo Poste Italiane SPA, è sul mercato dal 2007 con oltre 3 milioni di utenze attive.
Opera sulle rete Vodafone con i relativi vantaggi e svantaggi, ma comunque con un’ottima copertura.

Famosa per le tariffe al secondo particolarmente convenienti, noi andremo a valutare l’offerta Zero Pensieri Small.

L’offerta in questione comprende mensilmente, al costo di 8,9€ invece che 16€ in promozione per ben 10 anni se attivata entro l’11 Gennaio 2014:


  • 250 minuti
  • 250 sms
  • Chiamate ed sms illimitati verso un numero PosteMobile
  • 1 GB di traffico dati

L’offerta vantaggiosa è dedicata a tutti i nuovi clienti che richiedono la portabilità del proprio numero.
Non sappiamo se  è presente o meno lo stesso vincolo di Vodafone in merito al tethering.

Tiscali Mobile


E’ l’operatore virtuale appartenente al gruppo Tiscali, lanciato sul mercato il 25 Marzo 2009, si appoggia alla rete di TIM.
La copertura, ovviamente, è molto elevata dato il supporto di TIM, la qualità delle offerte molto competitiva, in particolare per i pacchetti con chiamate VOIP incluse.

Attivabile fino al 7 Gennaio (quindi fate presto!) l’offerta “VOCE+SMS+INTERNET Super2GB Speciale Natale” comprende, mensilmente, al costo di 10€ al mese per sempre:

  • 500 minuti verso tutti
  • 500 sms verso tutti
  • 2gb di rete dati + 1gb omaggio, superati i quali la velocità scende a 32kbps senza costi aggiuntivi.
  • Tramite l’app Indoona, 200 minuti al mese di chiamate Voip verso numeri fissi e numeri fissi più cellulari in Italia.

La SIM ha un costo di 30€ una tantum con inclusi 20€ di traffico telefonico.

CoopVoce


E terminiamo con CoopVoce, operatore virtuale nato nel 2007 dalla collaborazione tra Coop e Telecom Italia che, appunto, si appoggia alla rete TIM.

Ottima copertura ed offerte voce competitive hanno portato CoopVoce a superare le 400.000 utenze nel 2013.

L’offerta che andremo a valutare è differente dalle altre in quanto è vincolata all’acquisto di uno smartphone. Questo perché l’operatore non offre pacchetti egualmente validi che comprendano VOCE, SMS ed Internet, ma ha un’ottima offerta legata all’acquisto del terminale.

L’offerta “Web 5gb Smart” include, mensilmente, al costo di 14€ per chi attiverà la nuova SIM entro il 14 Gennaio 2014:

  • 2000 minuti verso tutti
  • 2000 sms verso tutti
  • 5gb di rete dati

Come già detto, un corrispettivo senza l’acquisto dello smartphone che includa chiamate, messaggi e rete dati non è presente. E’ possibile acquistare una SIM classica con piano 1 Cent che permette di inviare sms e chiamate ad 1 centesimo (al minuto) al costo di 1€ a settimana per i primi 12 mesi, e 2€ a settimana successivamente.

Per la rete dati sono presenti le opzioni “Web 1Giga” a 2€ al mese e “Web 2Giga” a 2,5€ al mese.

Previsioni 2014: le tecnologie emergenti

Quando si parla di tecnologie emergenti, come ben immaginerete, vuol dire che si sta parlando di tutte quelle tecnologie che, in momenti relativamente brevi, stanno per entrare nel mercato "consumer". Innanzitutto, per analizzare quali sono queste tecnologie emergenti che vedranno la luce quest'anno, possiamo rifarci alle cosiddette "fiere" anche se, chiamarle in questa maniera, può sembrare piuttosto riduttivo.
Una di queste "riunioni" dei colossi dell'hi-tech si terrà proprio il 7 Gennaio ed è quella che tutti noi conosciamo con l'abbreviativo di CES (Consumer Electronics Show). Cosa dobbiamo aspettarci quindi dal CES di quest'anno e dal 2014 in generale?

Fondamentalmente le tecnologie sulle quali sembrano spingere i colossi dell'elettronica di consumo, sono 5: primi fra tutti vi sono i cosiddetti "dispositivi indossabili" e questo, come alcuni di voi ricorderanno, è l'anno della commercializzazione dei Google Glass. A seguire troviamo questa "moda" dei display ricurvi e già nello scorso anno sono stati commercializzati uno smartphone ed una TV di fascia alta che vantavano uno schermo curvo alle estremità della cornice. Sembra anche essere l'anno delle alte definizioni, sia in campo audio, con il ritorno all'alta fedeltà, che in campo visivo, con il famoso 4k che necessita urgentemente di una bella standardizzazione. Nel 2013 vi erano state già delle avvisaglie, ma in questo anno vedremo definitivamente l'entrata in commercio delle "connected car": veicoli equipaggiati di tecnologie grazie alle quali potranno comunicare con i nostri smartphone per migliorare la sicurezza e la qualità della guida. Concludiamo con una novità di cui abbiamo già parlato e che, anno per anno, sta sempre più invadendo il mercato dei consumatori. Sto parlando delle stampanti tridimensionali che, per molte ragioni, sono state considerate una vera e propria rivoluzione all'interno del mercato globale. Ci sono anche piccole altre tecnologie che faranno capolino durante il 2014, ma di queste parleremo più avanti.

Le tecnologie indossabili


Abbiamo anticipato precedentemente questo settore della tecnologia dicendo che, l'anno corrente che da poco ha avuto inizio, inaugurerà l'entrata nel commercio dei famosi ed attesissimi Google Glass: il prodotto che forse rappresenta meglio le cosiddette "tecnologie indossabili". 
Però è importante non soffermarsi soltanto agli occhiali, ma riporre l'attenzione anche in quei dispositivi denominati "smartwatch" di cui abbiamo parlato in quest'articolo. Come già dicemmo, non sono nè smartphone nè orologi, ma allo stesso tempo riprendono alcune caratteristiche di entrambi i prodotti.
Continuando cosi, troviamo molti altri prodotti in procinto di uscire come: il casco per bici che all'impatto avvisa i soccorsi, gli occhiali per la realtà aumentata da abbinare alla nuova playstation 4, i dispositivi per il controllo della salute e, in un futuro più lontano, anche delle lenti a contatto con display incorporato.
Sicuramente tutti prodotti sperimentali ma, quello che deve interessarci, è in generale questa categoria di prodotti che possono riscontrare un ampia e particolare forma di utilizzo.

I display curvi


Sono diversi anni che si parla di questi particolari display e, fino a che non sono stati commercializzati, nessuno si chiedeva se potessero essere effettivamente utili. Ora lo sappiamo, e quello che sappiamo, è che bisogna trovare il giusto prodotto a cui abbinare uno schermo ricurvo.
Nell'anno passato soltanto LG e Samsung si sono datti battaglia producendo: il primo uno smartphone ed il secondo una TV e, permettetemi, l'idea dello smartphone non è stata delle più brillanti. Ne ho parlato in giro per la rete e mi sono sempre preoccupato di evidenziare come, oltre ad essere piuttosto scomodo da tenere in tasca, risulta essere anche completamente inutile.
In quest'anno, comunque, vedremo molto probabilmente portare questa tipologia di display su nuovi dispositivi come tablet, smartwatch, notebook ecc. ecc.

Concludo riflettendo sul fatto che, almeno attualmente, questa tecnologia può risultare poco innovativa ed alquanto inutile. 
Infatti, quello che tutti noi vorremmo vedere, sono degli schermi spessi quanto delle pellicole e che, per di più, hanno la possibilità di essere avvolti su se stessi come dei papiri. 
Purtroppo per noi però, un'immagine del genere più che appartenere al mondo reale, sembra far parte di uno dei grandiosi libri di Isaac Asimov.

L'alta qualità Audio e Video


Molti consumatori hanno notato l'arrivo imminente di un nuovo standard video qualitativamente superiore al Full-HD ma, pochi di loro, immaginavano che una cosa del genere sarebbe successa anche alla riproduzione dell'audio. Infatti, come ha confermato non molto tempo fa la CEA, al CES stesso saranno presenti diversi stand legati alla riproduzione e commercializzazione di impianti volti a tutti quei formati audio di tipo "lossless". Inoltre, le percentuali di utenti che hanno ritenuto necessario uno standard audio di migliore qualità, sono state molto alte e cosi, probabilmente, diverse aziende avranno pensato di poter provare a buttarsi su questo mercato.
Dal lato video, come vi dicevo, aspettiamo l'ascesa di questo famoso 4K e, insieme ai produttori di schermi, si stanno muovendo nello sviluppo di nuovi codec anche colossi informatici come Google e Microsoft. A livello tecnico, la risoluzione di questo nuovo standard, non è ancora precisa ma comunque, solitamente, si prende per riferimento la risoluzione uguale al quadruplo di quella Full HD, ovvero: 3840×2160 pixel.
Per tutte le altre informazioni di carattere tecnico rimane comunque presente il nostro articolo.

Le connected car


In quest'anno, e più in particolare al CES, le grande novità riguardanti il mondo delle quattro-ruote non si fermano ovviamente alle "connected car" dapprima accennate, ma vanno avanti e non di poco.
Per l'appunto, case costruttrici del calibro di Audi, Toyota e Mercedes-Benz, stanno sviluppando e presenteranno veicoli interfacciabili con smartphone e smartwatch, orientati all'auto-pilotaggio e, soprattutto, alle energie rinnovabili. Infatti queste auto, oltre che essere super collegate, super intelligenti e super automatiche, sono super ecologiche e, prima fra tutte, lo è la Toyota Fuel Cell Vehicle Concept. Quest'auto utilizza come combustibile l'energia prodotta dalla combinazione di aria ed idrogeno che permettono una autonomia di ben 500 chilometri con un tempo di ricarica di soli tre minuti.
Un buon compromesso no?

Le stampanti tridimensionali


Ne abbiamo parlato ampiamente qui e, se siete dei lettori attenti, ricorderete come il "The Economist" ha considerato l'avvento di queste stampanti, un qualcosa di rivoluzionario tanto quanto lo fu la fabbrica ai suoi tempi.
Un importante designer di Shapeways, Duan Scott, è inoltre convinto che il mercato di queste stampanti 3d cambierà totalmente dal mese di Febbraio quando, il tanto atteso CES 2014, sarà già concluso, e le aziende che avranno proposto ai consumatori le loro offerte, lo avranno fatto in cambio di prezzi più che accessibili che si attesterebbero intorno ai $400.

Ulteriori piccole novità 


A questa categoria residuale appartengono tutti quei prodotti orientati alla domotica come lampadine WI-FI, tapparelle NFC e casseforti bluetooth, i nuovi notebook/tablet che ancora devono collocarsi, i nuovi smartphone e cosi fino all'infinito.

Conclusione


Quello che ci aspetta, anche al di fuori dell'anno corrente, è sempre un futuro stracolmo di tecnologia e, non stranamente, questo ci spaventa. Abbiamo ancora paura ad affidarci a servizi di cloud per i molteplici problemi di privacy che già sono in produzione diversi veicoli in grado di auto-gestirsi. E proprio a riguardo: lascereste mai la vostra vita in mano a dei bolidi auto-pilotati?

Author: Cerquone Giacomo.