Raspberry: il pc che sta nel palmo di una mano


Raspberry Logo


Nell'ultimo articolo avevamo parlato di Arduino: un dispositivo SoC incredibilmente innovativo e del tutto italiano che riesce ad avere un infinito numero di impieghi. Cosi, quest'oggi, non ci distaccheremo di molto e continueremo a parlare di System-on-a-Chip proprio come abbiamo fatto ultimamente.

Questa volta, il protagonista della nostra discussione sarà il famosissimo Raspberry Pi: un single-board computer dal costo bassissimo che, proprio dalla definizione di quest'ultimo termine, integra sulla superficie di un circuito stampato un intero computer che ha, inoltre, la possibilità di comunicare attraverso i standard più comuni come l'USB, l'HDMI ed anche l'Ethernet. Quest'ultimo connettore è presente soltanto nel secondo modello di scheda. Infatti, il Raspberry Pi, viene attualmente commercializzato in 2 modelli differenti: Model A e Model B.

Raspberry Pi ed una scheda SD

Quando e come sono nati i Single Board Computer?


Gli SBC, o anche Single-Board computer, sono nati molto tempo fa e anche se molti di voi la trovano una cosa difficile da credere, il primo single-board computer in assoluto nasceva nell'anno 1976 ed il processore installato su di esso era il famoso Intel C8080A che aveva una frequenza di funzionamento di soli 2mhz: un numero ridicolo in confronto ai meno potenti processori attuali. Veniva prodotto dalla Blacksburg Group ed il suo nome commerciale era "dyna-micro" anche se, in rete, sembra più facile trovarlo con il suo nome di produzione (MMD-1).
Il Dyna-micro, ovviamente, non ha assolutamente nulla a che fare con il Raspberry di oggi: sia per dimensioni che per potenza di calcolo e, se vogliamo, l'unica cosa che li accomunavano erano l'idea a monte di voler produrre una scheda "tutto-in-uno". Date un'occhiata a questo reperto storico!

MMD-1 o Dyna-micro

Con il passare degli anni, come potete facilmente immaginare, sono stati moltissimi gli esperimenti fatti per poter arrivare agli SBC attuali: dotati di una potenza di calcolo infinitamente superiore ed una grandezza decisamente irrisoria paragonabile ad una carta di credito.
Cosi, per riuscire a vedere una prima versione del Raspberry Pi, bisogna passare dal lontano 1976 al 2006.

Come e perché è nato il Raspberry Pi?


Come vi dicevo, il primo prototipo del Raspberry venne creato soltanto nel 2006 quando Eben Upton riunì alcuni studenti universitari per progettare un mini-computer economico ispirandosi al vecchio BBC Micro che diede, all'epoca, il via alla produzione di processori ARM: lo stesso che implementa oggi il Raspberry Pi. 
La prima scheda del 2006 disponeva dell'ATmega 644 invece: una sigla che ben ricorderete in quanto è molto simile a quella presente su Arduino.
Anche in questo caso gli schemi elettrici furono rilasciati liberamente cosicché, chiunque volesse, aveva la possibilità di potersi creare il proprio Raspberry.
Upton, insieme ai suoi collaboratori, avevano l'intenzione di creare questo single-board computer per riuscire a promuovere lo studio dell'informatica e per far imparare ai più piccoli ad utilizzare i computer, il tutto tramite una spesa, praticamente, inesistente.

Il vero salto di qualità per i loro ideatori, però, avviene nel 2011 quando finalmente viene messa in piedi una fondazione: la Raspberry Pi Foundation che, nel corso dello stesso anno, presentò ufficialmente un Raspberry modificato dal primo prototipo del 2006 che, al posto del poco potente ATmega 644, montava un bel processore ARM da 700mhz (lo stesso della versione attuale).

Com'è fatto il Raspberry oggi? E quanto costa?


Come anticipato prima, sia la versione iniziale del Raspberry che quelle attuali, dispongono di schemi elettrici rilasciati del tutto liberamente dalla fondazione e, se si ha la possibilità di acquistare gli omonimi componenti, è possibile costruirsi una scheda autonomamente anche se dubito sia facile farlo. Eccovi il link allo schema.

Come stavamo dicendo all'inizio, il Raspberry Pi dispone di diverse porte per la comunicazione con l'esterno Ma quale sono esattamente le specifiche di questo gioiellino della tecnologia contemporanea?
Elenchiamo prima le caratteristiche del Raspberry Pi Model A per poi evidenziare successivamente le mancanze sopperite dal Model B:

  • Processore ARM1176JZF-S da 700 MHz.
  • Processore grafico (GPU) Broadcom VideoCore IV. Supporta le librerie OpenGL e riesce a riprodurre formati H.264 a 1080p.
  • Memoria SDRAM da 256MB.
  • 1x Porta USB 2.0
  • L'output video avviene attraverso porta HDMI o connettore RCA (solo video).
  • L'output audio invece, avviene attraverso HDMI e jack da 3.5mm
Il Model B invece va a ricoprire alcune mancanze della versione A. Ecco elencate le differenze:
  • Memoria SDRAM da 512MB.
  • Connessione alla rete attraverso la porta Ethernet (RJ-45).
  • 2x USB 2.0 attraverso un HUB integrato sulla scheda.
I prezzi, seppur simili, variano l'uno dall'altro di $10. Il Model A ha un prezzo di $25 ed il Model B di $35.
I consumi sono praticamente bassissimi per entrambi i modelli: il primo ha un consumo di 1.5W ed il secondo di 3.5W.

Cosa può essere installato su un Raspberry?


Ed è in questo paragrafo che, se vogliamo, si evincono i punti "deboli" di questa piattaforma. Se vi aspettavate di poterci installare qualunque sistema operativo sopra, vi sbagliavate di grosso.
Innanzitutto, dei sistemi operativi Windows non si vede neppure l'ombra e l'unica opzione disponibile è quella di installare un sistema operativo linux (escludendo i Mediacenter). Le distro disponibili sono diverse ma, quelle ufficialmente supportate, sono purtroppo soltanto tre: Raspbian (derivata di Debian), Pidora (derivata Fedora) ed Arch Linux.

Cosa sono i Mediacenter?


Nella creazione di un Mediacenter, moltissimi utenti si rivolgono a Raspberry Pi e, infatti, è probabilmente l'ambito di utilizzo più riscontrato per questa scheda. 
Ma cosa sono questi Mediacenter? Fondamentalmente sono dei dispositivi, computer o meno non importa, adibiti alla riproduzione di audio, video, immagini e molto altro. I moderni dispositivi, come anche il Raspberry Pi, si sono ovviamente adattati alle nuove tecnologie e cosi, se prima un Mediacenter necessitava di uno o più Storage di massa per la lettura di file, al giorno d'oggi è necessario semplicemente avere una connessione Wireless locale per riprodurre qualunque tipo di video, anche grazie a standard come il DLNA.

Cosi il Raspberry Pi, oltre che essere in grado di svolgere funzioni del genere abbastanza facilmente, dispone di alcuni sistemi operativi prettamente dedicati allo svolgimento di questa funzione e alcuni di questi sono: OpenELEC, XBian e RaspBMC.

E' utile?


A questa domanda mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Fondamentalmente questo fantastico prodotto costa pochi spiccioli e, anche se si rivelasse per voi inutile, averne uno fa sempre comodo.
Che poi, se vogliamo dirla tutta, un Raspberry non sarà mai inutile in mano alle persone che hanno voglia di creare, visto che gli usi che se ne possono fare sono praticamente infiniti.
A testimonianza di quanto ho appena detto è saltata fuori dalla rete, alcuni giorni fa, la notizia di un tipo che ha trasformato il suo Raspberry in un Tablet producendosi la scocca in legno... niente male no?

Author: Cerquone Giacomo