I migliori servizi di streaming musicale sul Web


Negli ultimi anni i servizi di streaming si sono diffusi con una velocità sorprendente. Gli ambiti sono numerosi e varissimi, ma come è ovvio pensare, si sono diffusi principalmente per quanto concerne lo streaming di contenuti multimediali audio e video in differita.

Per quanto concerne lo streaming video in futuro affronteremo la tematica con i vari servizi analizzati sotto vari aspetti, adesso, invece, ci concentriamo sullo streaming di tracce audio, nello specifico: le nuove web-radio sociali.

Sono servizi che sicuramente conoscerete o avrete sentito quantomeno nominare (Last.fm e Spotify sono due tra i più famosi), ma come funzionano?


Una piccola panoramica sulle tecnologie


Lo streaming non è altro che la fornitura di un contenuto multimediale in diretta, senza che lo stesso debba essere preventivamente scaricato, nella sue interezza, dal client. Il server, in sostanza, effettua un broadcast di un flusso audio/video presso tutti i client che ne richiedono il contenuto.

Un broadcast non è altro che la trasmissione da una sorgente ad una o più destinazioni di un flusso di dati audio/video, con modalità che variano in base al servizio offerto, il tutto tramite l’utilizzo di una rete telematica. I dati ricevuti vengono riprodotti dal client man mano che vengono ricevuti dallo stesso e così avviene la magia, lo streaming.

Il client non farà altro che scaricare una porzione di video in un’area di memoria dedicata (buffer) tale da permettere un adeguato bilanciamento tra la porzione di video/audio riprodotta e quella scaricata, senza dover bloccare la riproduzione (o almeno ci prova).

Lo streaming che andremo a valutare è del tipo “On Demand”. Si differenzia da quello “Live” in quanto i contenuti multimediali sono compressi ed archiviati sulla sorgente per essere poi trasmessi al client quando richiesto. I contenuti “Live”, differentemente, non sono archiviati ma forniti così come vengono ricevuti dalla sorgente, talvolta, però, passando per una fase di compressione per ridurne le dimensioni.

Un servizio dalle potenzialità enormi che, giustamente, è stato sfruttato a dovere per la riproduzione di brani musicali in base ai gusti del cliente.

Moltissimi di questi servizi, difatti, operano una profilazione del’utente, in modo tale da poter accuratamente selezionare i contenuti e garantire al cliente stesso che gli vengano presentati brani di suo gradimento.

L’operazione di profilazione avviene, solitamente, tramite scelta esplicita dell’utente che, ad ogni brano proposto, potrà effettuarne una valutazione così da modificare le future scelte del sistema.

Ma ora bando alle ciance: affrontiamo i migliori sistemi di streaming musicale sul panorama.

Last.fm


Forse uno dei primi ad operare in materia sul web. Fornisce un servizio di web-radio con annesso Social Network dal 2002. Unitosi al “gemello” Audioscrobbler nell’agosto del 2005, profila ogni utente includendone i gusti musicali (artisti e canzoni) nel profilo stesso.

Le canzoni sono ascoltabili o dal sito stesso o tramite un player installato sul sistema in uso.

Il vantaggio di Last.fm è che lo “scrobbling”, l’attività che permette la profilazione tramite i brani ascoltati, può essere effettuata anche tramite player esterni quello fornito proprio da Last.fm, profilando anche le canzoni ascoltate con un normale riproduttore.

La lista di compatibilità è enorme ed include lettori multimediali per tantissime piattaforme rendendo Last.fm uno dei fornitori di servizio con la più alta compatibilità tra i sistemi operativi.

Dal 2009 il servizio è a pagamento in tutti i paesi ad eccezione di Regno Unito, Stati Uniti d’America e Germania. Qui in Italia, pertanto, si è soggetti al pagamento di 3€ al mese per sfruttare la piattaforma.


Spotify

Spotify, forse il più diffuso al mondo, fornisce servizio di streaming on demand musicale da Ottobre 2008, con brani di tantissime case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music e tante altre.

Fruibile tramite software dedicato su numerosissime piattaforme, quali: Windows, Mac OSX, Linux, Telia Digital-Tv, iOS, Android, Blackberry, Windows Mobile, Windows Phone, Symbian S60, webOS, Squeezebox, Boxee, Sonos, WD TV e MeeGo.

Tramite una perfetta sincronizzazione con Facebook, Spotify permette la condivisione sul social network della musica ascoltata con i nostri amici. La registrazione al servizio è obbligatoria, se effettuata tramite Facebook vi fornirà 6 mesi di abbonamento “Unlimited” gratuitamente.

L’abbonamento, infatti, si divide in due tipologie: una gratuita, ed una a pagamento (la Unlimited appunto).

La versione gratuita ad intervalli casuali inserirà degli spot pubblicitari. Attualmente è fruibile solo tramite il software Windows, Mac OSX, Linux, iOS, Windows Mobile, BlackBerry, Symbian ed Android. Sugli altri sistemi operativi sarà necessario un abbonamento “Unlimited”.

Da pochi mesi è possibile l’ascolto gratuito sui terminali mobile, ma solo in modalità shuffle, che vi impedirà l’ascolto del singolo brano, basandosi esclusivamente su un artista, gruppo, etc.

Non è possibile effettuare scrobbling, ma è possibile associare il profilo Spotify a quello di Last.fm.


Google Play Music


E’ il servizio di streaming di musica on demand di casa Google. Rilasciato ufficialmente sui sistemi Android e PC nel 2011, attualmente è compatibile, tramite browser, con tutti i dispositivi che permettano la riproduzione di contenuti multimediali Adobe Flash.

Con oltre 20.000 titoli ed accordi con le principali case discografiche e di produzione autonoma, Google Play Music fornisce un servizio molto ampio ed efficace.

Utilissimo lo streaming della propria musica caricata, solo per PC, tramite l’applicativo ufficiale sullo spazio dedicato. Totalmente integrato con l’account Google Plus.


Pandora


Il Pandora Internet Radio è un servizio di streaming radio-on line, nato negli USA appoggiandosi al Music Genome Project. Tramite registrazione e quindi profilazione, il servizio, disponibile esclusivamente tramite browser, permette la creazione di una radio dei contenuti simili a quelli dell’artista o del brano ricercato, come Last.fm e Spotify.

L’ottima algoritmica usata, che analizza oltre 400 parametri del brano scelto per ricercare contenuti simili, è il punto di forza del servizio, fornendo una risposta molto coerente con i gusti dell’utente e non basata sulla “popolarità” del brano, permettendo così all’utente di scoprire anche nuovi gruppi meno conosciuti perché più affini ai propri gusti.

Il servizi è gratuito ma fornito ai soli utenti statunitensi tramite un controllo dell’indirizzo IP, tramite l’ausilio di un proxy è facile eludere il meccanismo. Non è possibile riprodurre brani o artisti specifici



Jamendo


Jamendo, differentemete dagli altri servizi, è una piattaforma web finalizzata alla diffusione della cosiddetta “musica libera”. La musica libera non è altro che musica distribuita in forma gratuita tramite licenze Creative Commons o Licenza Arte Libera, ascoltabile e scaricabile gratuitamente e legalmente.

La musica è ascoltabile direttamente dal sito in formato mp3, oppure scaricandola tramite protocollo BitTorrent nei formati Ogg ed Mp3.

Lanciata nel 2005, verso la fine del 2008 ha lanciato una nuova interfaccia che permettesse l’acquisto di licenze commerciali della musica, spesso utilizzate anche da canali televisivi di un certo riguardo come France2 o Arte.

Non fornisce alcun software, ma l’applicativo GNOME Rhythmbox permette l’ascolto di musica da Jamendo.