Cos'è un NAS?


Il NAS, acronimo di Network Attached Storage, è un dispositivo collegato ad una rete locale che ha il compito di immagazzinare, preservare e condividere una quantità indefinita di dati all'interno di un ecosistema. Sostanzialmente, cercando di spiegarlo il più semplice possibile, un NAS è un computer dove all'interno sono contenuti un alto numero di Hard Disk, collegati in modo particolare tra di loro, che permettono di raggiungere capienze molto elevate di 8-16-32GB e cosi via.

Generalmente, si seguono due strade totalmente differenti nel momento in cui si ha la necessità di disporre di un dispositivo del genere. C'è chi pretende un controllo totale sulla macchina e, di conseguenza, decide di assemblarlo nello stesso modo in cui abbiamo visto in quest'articolo, chi invece per diversi motivi decide di acquistarne uno creato su misura e che dispone di funzionalità limitate in base a quelle scelte dal costruttore.
Ovviamente, quest'ultimo problema se si decide di assemblarselo da se, non si presenterà mai.

Ma quali sono gli scopi veri e propri di un NAS? Come fanno a fare tutto quello che riescono a fare? Che protocolli utilizzano?
Vediamo quindi di capire il funzionamento di questo dispositivo.



Da che cosa è composto un NAS?


Proprio come abbiamo visto nell'articolo precedente, anche il NAS è composto dai soliti componenti come CPU, Scheda madre e cosi via. I punti fondamentali dell'hardware di queste macchine, però, sono l'archiviazione di massa e la connettività.

La connettività nei NAS


Per connettività si intende tutti quegli standard e connettori in entrata sulla macchina che ci permettono di condividere in rete locale i nostri dati. Se siete dei lettori attenti, avrete già pensato allo standard DLNA di cui parlammo recentemente in questo articolo. Infatti, gli ultimi NAS, sia per renderli più versatili che dei dispositivi utili ad un utente medio, sono stati resi compatibili con questo standard che, vi ricordo, permette la condivisione di file multimediali da un server, come un NAS appunto, ad un client come potrebbe essere una SmartTV.
Però non bisogna fermarsi qui. Infatti, di standard e protocolli per la condivisione dei dati supportati da questi dispositivi, ce ne sono a vangate: FTP, SSH, Samba, NFS e cosi via. Questi permettono a loro volta un accesso remoto ai nostri file contenuti in questi hard disk che si riveleranno, come capirete tra poco, il cuore di un NAS.

L'archiviazione di massa in un NAS


L'archiviazione di massa, come dicevo poc'anzi, è ovviamente la parte fondamentale di un Network Attached Storage perché, come abbiamo già detto, il suo compito non è soltanto quello di condividere in rete i file, ma tenerli al sicuro da ogni imprevisto che ci può capitare e che può capitare ai nostri Hard Disk. Solitamente, i NAS, partono da 4TB di archiviazione fino ad arrivare a sistemi da 32TB, ma nulla toglie che alcuni sistemi professionali utilizzati dalle aziende possano arrivare anche molto oltre.
La caratteristica che rende questa particolare categoria di dispositivi unica nel suo genere, è l'utilizzo di un sistema di immagazzinamento dei dati, tutto particolare: il RAID ("Redundant Array of Independent Disks" o "Insieme ridondante di dischi indipendenti.".

A parole può sembrare un progetto missilistico russo ma, in realtà, è molto più complesso.
Ovviamente scherzo. Il RAID (che può essere effettuato sia via hardware che software), non è nient'altro che un particolare modo di scrittura dei file all'interno degli Hard Disk volto a tenerli al sicuro in maniera che, se si rompe un Hard Disk all'interno del sistema, i dati non andranno disperatamente persi.
Il RAID, però, può essere effettuato in 6 modi diversi dando vita cosi al RAID 0, RAID 1, RAID 3 ecc.
Ovviamente l'utente quando deve scegliere quale RAID utilizzare, non sceglie a caso, ma in base alle proprie esigenze. Infatti, ogni RAID, offre determinate funzioni che possono essere esagerate ed esose, in termini di risorse, per l'utente medio.
Ecco una bella immagine presa da wikipedia che ne spiega il funzionamento uno per uno:

L'elenco di tutti i tipi di RAID

Che sistemi operativi usano i NAS?


I NAS, per fare quello che fanno, è chiaro che non utilizzino i comuni sistemi operativi Windows, Linux e OSX come siamo abituati a vederli. Infatti, un vero NAS, non dovrebbe mai utilizzare neppure uno schermo per la sua configurazione poiché, su di esso, vengono installati sistemi operativi linux (almeno per la maggior parte delle volte) che funzionano a riga di comando (quindi senza finestre e robe varie). Questi offrono un interfaccia di comando della macchina via browser e quindi accedendo all'indirizzo IP del NAS.

Nel caso di NAS pre-assemblati, come quelli prodotti da WD, Netgear ecc, i sistemi operativi sono proprietari e qualunque modifica risulterà ovviamente impossibile. 
Mentre il discorso cambia se, il NAS di cui disponiamo, è stato assemblato da noi componente per componente. Qui potrà essere installato uno dei tanti sistemi operativi adibiti proprio a questa funzione. Due nomi possono essere:
  1. Openmediavault, basato su sistema operativo Debian (linux).
  2. FreeNAS, basato su FreeBSD
Author: Cerquone Giacomo