Il successo degli strumenti digitali


Il mondo negli ultimi anni ha subito profonde trasformazioni, non mi riferisco tanto al mondo “fisico”, alla natura ed alla sua morfologia, quanto più al mondo da noi percepito.

Il mondo sociale insomma. La nostra percezione della realtà è cambiata come è cambiata la realtà stessa: ma in cosa?

Percepiamo diversamente non solo perché è cambiato ciò che osserviamo, ma anche perché è cambiato l’osservatore e lo strumento di osservazione.

Il mondo digitale e la rivoluzione in esso intrinseca, sono la causa e la conseguenza di queste trasformazioni, i ritmi si sono serrati ed il propagarsi delle informazioni cambiato con una rapidità sorprendente.
Se un tempo certe strumentazioni o anche la sola misurazione dei fatti tramite il digitale erano alla portata di una piccola cerchia ristretta, a causa di potenti barriere d’entrata dovute alle conoscenze necessarie per sfruttare quegli strumenti, oggi tutto ciò si è totalmente abbattuto.



Come è accaduto?


Analizzare le motivazioni con scrupolo richiederebbe più di un articolo, ma qualche punto possiamo comunque gettarlo senza peccare di superficialità.

Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni ha portato ad una progressiva riduzione sia delle dimensioni che del costo dei prodotti di questo sviluppo. Ciò che un tempo richiedeva armadi e costi da sostenere enormi, ora richiede pochi millimetri ed altrettanti pochi euro.

L’altro giorno ho controllato il nuovo listino prezzi del mio fornitore: 3€ per una Pen Drive da 8gb. Eppure ricordo ancora i floppy, la mia prima pen drive da 128mb e non sono così vecchio.

Ciò che quella microsd porta con se, non è solo il suo scopo ma anche un nuovo approccio alla memoria, ora alla portata di chiunque, leggera quanto uno spillo.

Quella microsd inserita in uno smartphone anche economicissimo rende lo stesso un potente strumento di archiviazione, tanta potenza nelle mani di chiunque.



Il passo da qui all’esplosione di un nuovo mercato è stato velocissimo e, come già capitato in passato con altre cose, è tutto dipeso da una lotta alla miglior “presentazione”.

E’ indiscutibile il successo dell’Apple, nato proprio sul potere del marchio e dello stile.
Non era importante la qualità in se, i primi firmware per iPhone erano più bacati di un Emmental,  eppure il prodotto ha avuto un successo clamoroso sfruttando “il momento buono”. Tecnologia economica, potente, a basso costo e, soprattutto, bella da vedere ed alla portata di chiunque, non servono lauree.

Qualcuno avrà da ridire sul “basso costo” relativamente agli iPhone, giustissimo ma comunque ha aperto la strada ad innumerevoli nuovi smartphone dal costo relativamente ridicolo.



Era il vaso di Pandora, la tecnologia alla portata di tutti ha portato essa stessa allo sviluppo di nuovi strumenti per il nuovo mercato: gli utenti informaticamente ignoranti.
Ed è così che son nati nuovi e “vecchi” prodotti, come i tablet, lanciati dalla Microsoft in tempi non maturi, ora esplosi.

La possibilità di acquistare un tablet 7 pollici a 40€ rende obiettivamente nulla qualunque barriera d’entrata.
Lo stesso Ebook Reader, dato per morto decine e decine di volte, con tentativi di rilancio falliti miserabilmente ogni volta, per anni e anni, alla fine ha trovato la propria via, tramite il Kindle di Amazon.
Acquistare libri a basso costo e poterli leggere su un dispositivo leggero, limitato ma con una batteria pressoché infinita (insomma chi si preoccupa di dover ricaricare un dispositivo che si scarica in due mesi?).

La rivoluzione digitale, insomma, è anche questo: rendere la tecnologia non solo avanzata, ma anche semplice.

Sembrerà stupido ma tra le varie motivazioni che ho dovuto portare a mia madre per farle acquistare un ebook reader le uniche due che hanno realmente fatto presa sono state: “Non ti stanca gli occhi” e “la batteria dura più di un mese”.

Ed il futuro? Cosa ci attende?


Gli Smartwatch, ancora prematuri, potrebbero essere un ottimo strumento, a patto che ne vengano prodotti alla portata di chiunque, non come adesso (Samsung Galaxy Gear a poco meno di 300€ e funziona solo con alcuni dispositivi della stessa casa, Samsung siamo seri, come ti è venuto in mente?).

Insomma, chi non sarebbe tentato dall’acquisto di uno di questi dispositivi se potesse trovarne a meno di 100€ ?



Gli ebook reader, seppur lentamente, stanno comunque avendo il loro corso tra gli amanti più efferati della lettura, mentre la vera chicca di gala, nonché grande scommessa di big G, sono i Google Glass.

Un potentissimo strumento per la realtà aumentata, la vera e propria rappresentazione fisica di quella che è le nostra realtà, una totale integrazione del digitale con il reale.
Una scommessa non da poco che se dovesse portare ad un flop (l’unico dubbio sono i costi), potrebbe segnare profondamente la grande casa.

La realtà aumentata è un concetto che nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede: strumenti che permettono di collegare qualunque osservazione del reale ad internet, monumenti, piazze, quadri, con la possibilità di geolocalizzare ogni attività.

Osservare un monumento ed avere informazioni in tempo reale sullo stesso è solo uno dei possibili esempi.



Ma nuovi strumenti permettono anche di andare oltre l’osservazione: le stampanti 3D.

Con le stampanti 3D è realmente possibile stampare qualunque cosa, condividere i progetti tra più persone e stamparli per poter toccare con mano il lavoro fin’ora svolto.
Un stampante 3D a bassissimo costo è uno dei progetti più impellenti che porterà ad un nuovo rimescolamento di quelli che sono stati fin’ora due mondi separati, analogico e digitale fusi in un’unica opera.



In conclusione


Il successo degli strumenti digitali è, pertanto, figlio e genitore dell’epoca moderna. Causato dalle nuove tecnologie a basso costo ha portato esso stesso ad un abbassamento ulteriore e così causa e conseguenza in tutti gli altri ambiti.
Ogni previsione su ciò che ci aspetta è, pertanto, vana.

Dicevano che i telefonini erano destinati al fallimento e che le videochiamate erano il futuro.

A leggerlo oggi vien quasi da ridere.


Perché passare ad Android

Fare una lista dei motivi per i quali passare ad Android può essere molto più complesso di quanto sembri.

Rischiare di risultare fanatici  a scapito di una giusta obiettività è alquanto complesso, tutti abbiamo le nostre preferenze e le mie pungolano chiaramente verso Android quindi è facile per me risultar essere un po’ “di parte” nello stilare questo articolo, ad ogni modo tenterò di andare oltre i miei gusti, valutando i pro (ed un pizzico di contro) nella maniera più analitica è possibile, senza offendere alcuno (insomma prendendo decisamente le distanze dalle recenti posizioni di Eric Schmidt).




Prezzo


In primo luogo analizziamo la questione dal punto di vista dell’utente medio: il dispositivo Android più economico costa quanto un buon libro, esperienza personale: con 35€ ho portato a casa un Samsung Galaxy Next Turbo, sufficiente per Whatsapp, Facebook (con Fast4Facebook) e qualche app per tenere d’occhio i mezzi pubblici.

Differentemente dai Windows Mobile ed ancora più dagli iPhone, i dispositivi Android sono alla portata di qualunque tasca, con modelli Entry level di qualche anno fa ancora perfettamente utilizzabili.
Salendo di livello, ma sempre su Entry Level di nuova generazione, troviamo terminali dual core con 8 o anche 16 gb di memoria a poco più di 100€: parliamo di dispositivi come il Sony Xperia U, l’Alcatel One Touch, il Samsung Ace 2, che non hanno obiettivamente una controparte valida, fatta eccezione per il Nokia Lumia 520 e Nokia Lumia 620.

Su un piano ancora più elevato il confronto è in netto favore per Android: con meno di 400€ è possibile acquistare un Nexus 5, un quad core all’apice della tecnologia che non ha confronti nei competitor, i quali offrono terminali di pari livello ad almeno il doppio del prezzo.

Le dimensioni degli schermi su Android sono di tutte le salse per tutte le preferenze, con sviluppi molto differenti in base alle necessità.

E’ il caso della serie Note di Samsung, i quali con la S-Pen diventano lo strumento più adeguato per i professionisti.



Personalizzazione


Android è il sistema operativo perfetto per chi adora i vestiti su misura: la personalizzazione è all’estremo livello.
Oltre alle personalizzazioni già molto pesanti possibili grazie alla sostituzione di ogni componente, dal launcher, al dialer, al gestore messaggi, alle tastiere, scaricabili facilmente tramite il Play Store Google, la sua natura OpenSource ha portato alla nascita di una ENORME comunità dedita al modding, come non si era mai visto in precedenza.

La personalizzazione su Android ha raggiunto un livello così elevato che oramai è possibile cambiare letteralmente ogni parte del firmware del terminale, anche operando nel cuore del sistema andando a sostituire il Kernel, la rom stessa o anche il bootloader.

La possibilità di guadagnare i diritti di root anche sulle rom stock permette di effettuare modifiche a bassissimo livello anche su terminali con firmware originali, potendo estendere tutte le funzionalità del dispositivo, come la memoria interna con software come Link2SD, o cambiare lo scheduler del processore.


Libertà di gestione del dispositivo


Sia i terminali Nokia che i terminali Apple sono pressoché vincolati al proprio software gestionale. Così facendo l’utente ha difficoltà nell’approcciarsi con il dispositivo arrivando anche a certi assurdi che talvolta sfociano nel paradossale. Il software Apple, iTunes, è la perfetta rappresentazione di questo concetto, vincolando l’utente in ogni movimento e relazione con il dispositivo, finanche nel caricamento di musica sul terminale.

Con Android non solo tutto questo non sussiste ma si arriva all’esatto opposto. Caricare musica sul dispositivo è semplice come copiare musica su una Pen Drive, basta collegare il cavetto e trascinare i file. 

Non è tutto, software come AirDroid, esclusivamente per Android, evitano anche questo vincolo. Non c’è più bisogno di cavetti e drive da montare e smontare, basta collegare telefono e pc alla stessa rete WiFi, aprire l’applicazione e gestire ogni aspetto del dispositivo tramite il browser, quale che sia il sistema operativo corrente sul PC.

La musica a pagamento e la musica posseduta convivono perfettamente in armonia, al punto che software come Play Music permettono di acquistarne e di ascoltare la musica sia presente sul dispositivo, sia acquistata che caricata sul cloud tramite Google Drive.



Servizi


Il colosso di Mountain View Google è ormai lontano dai tempi in cui lo si associava al solo “motore di ricerca”, oggi la gamma di servizi offerti è enorme ed ormai tutti sono a portata di pochi tap tramite applicazioni per Android.

Da Google Maps, con Navigatore incorporato, al cloud di Google Drive, a Gmail, alla navigazione tramite Chrome sincronizzabile al browser per PC, al Calendario, a QuickOffice e tantissimi altri, è possibile gestire praticamente qualunque necessità tramite lo stesso account Google con applicazioni sviluppate proprio per terminali Android e quindi perfettamente funzionanti.

Una vastissima gamma di servizi che non trova reciproci nei competitor.



Applicazioni


Per molto tempo Apple ha primeggiato in questo campo, con un’offerta di applicazioni nettamente superiore a quella Android. Il mercato però, col tempo, è cambiato così come è cambiato l’approccio di Google al proprio Market. Apple, invece, ha lasciato pressoché invariato il proprio market non adeguandosi al variare dei tempi.

Con una politica di supporto allo sviluppatore, ed una perfetta integrazione con Google AdSense, Google è riuscita a superare la casa di Cupertino primeggiando infine nella gara sul numero di applicazioni disponibili.

Con oltre un milione di app l’ex Android Market, ora Google Play, è attualmente il Market applicazioni più vasto sul mercato, offerto su un numero elevatissimo di dispositivi.



I difetti


Dopo aver elencato tutti questi pregi è giusto anche fare un piccolo richiamo ad alcuni dei difetti di Android.
Il sistema operativo, in tutte le versioni precedenti KitKat, ha dei difetti spesso ascrivibili alle case produttrici, con scelte talvolta paradossali dovute ad accordi di mercato.

E’ il caso della Sony che fin troppo spesso obbliga l’utente con applicazioni che non utilizzerà mai e che non può disinstallare in quando risultano essere “di sistema”, sprecando risorse inutilmente.

O della Samsung che con un’offerta di terminali troppo ampia si è poco soffermata sulla progettazione di rom efficaci e performanti, concentrandosi troppo sul terminale “di moda”.


Queste scelte portano spesso l’utente ad essere costretto a modifiche molto radicali, come il cambio di Kernel o della ROM, talvolta scontrandosi con la casa produttrice (vedi Samsung) o talvolta supportato dalla casa produttrice (vedi Sony), ma in entrambi i casi perdendo la garanzia.


Top 5 app GPS per Android

Gli smartphone hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere ma soprattutto, hanno definitivamente cambiato il mondo del mercato. Se prima esistevano gli internet point per poter navigare, ora si naviga in totale libertà con uno smartphone ed una sim. Se prima si acquistavano fotocamere compatte usa e getta, ora gli smartphone scattano fantastiche fotografie al volo. La stessa cosa per i navigatori. Ricorderete sicuramente il marchio "TomTom" e, ad essere sincero, non ho più visto un loro prodotto in giro. Al giorno d'oggi sono tutti con questi telefoni in mano ed il motivo è pressoché ovvio: gli smartphone vengono, e cosi dev'essere, percepiti come dei dispositivi tutto-fare e, effettivamente, è proprio quello che sono.
Infatti, la vera grande innovazione non è l'hardware in sé per sé, ma la possibilità che hanno i programmatori di sviluppare applicazioni per espanderne le funzionalità in maniera esorbitante. Sono nello stesso momento consolle, TV, PC, navigatori, libri e chissà cos'altro ancora ed il tutto è incredibilmente contenuto in un dispositivo non più grande della nostra mano (esclusi prodotti clamorosi).
Ma tornando in tema, quali sono queste applicazioni che ci permettono di sfruttare lo smartphone come un navigatore? Vediamole insieme:

Google Maps


Alcuni di voi ricorderanno ancora dell'app "Navigatore" che offriva all'utente, insieme a Google Maps, un'esperienza d'uso simile a quella di un comune navigatore ed era preinstallata in Android essendo, se cosi possiamo definirla, l'app ufficiale per la navigazione di Google.
Ma ancora prima di questo, non ricordo precisamente di che versione stiamo parlando, ancora non era presente un vero e proprio software di navigazione e, l'unica app che forniva giusto qualche indicazione stradale, era Google Maps.
Ora le cose sono decisamente cambiate e la vecchia applicazione "Navigatore" è stata definitivamente assorbita da Google Maps che riesce, una volta settato il percorso e tutto il resto, a guidarci fino a destinazione.
Quando si parla di applicazioni per la navigazione è anche fondamentale sapere se il software è capace di memorizzare le mappe e, quindi, di illustrare un percorso senza disporre di una connessione ad internet. Google Maps attualmente permette questo e si ha la possibilità di rendere offline la navigazione solo di determinati percorsi che abbiamo scaricato precedentemente con l'utilizzo di una connessione ad internet (ovviamente).

In conclusione, considero Google Maps una favolosa applicazione e, le mie diverse esperienze di navigazione per le stradine del mio paesello sperduto, non hanno deluso le aspettative che avevo; precisa ed impeccabile.
Quindi perché scegliere Google Maps? Semplicemente perché fa parte dell'ecosistema Android ed il mio modo di vedere le cose, che si applica anche in molti altri campi, è quello di cercare di avere più prodotti e servizi possibili forniti dalla stessa società per creare un ecosistema perfettamente funzionante e pulito, senza intrusione di terzi indesiderati.

Ecco il video ufficiale:




Sygic


Con Sygic, invece, passiamo a quella categoria di applicazioni che non si limitano a far scegliere un itinerario e mostrarlo all'utente in maniera molto semplice, ma ad una categoria piuttosto superiore che offre un numero funzioni e preferenze incredibile! Ovviamente è ottima anche per chi vuole un semplice navigatore.
Tra le caratteristiche descritte nella pagina ufficiale del PlayStore troviamo:
  • Visione 3D realistica delle strade e degli oggetti.
  • Disponibilità delle mappe offline.
  • Aggiornamenti delle mappe gratuiti.
  • Segnalazione di punti di interesse.
  • Possibilità di attivare la voce nella navigazione.
  • Rilevamento della velocità e dei limiti della velocità.
  • Info sul traffico.
Ovviamente queste sono solo le funzioni più importanti ma è tutto ben esposto nel link dell'app su PlayStore.
Questo invece il video di presentazione:

Waze


Waze, più che vantarsi del suo sistema di navigazione, ha la particolarità di essere un "navigatore social". Infatti il suo punto di forza, come viene giustamente detto nel video di presentazione, sono gli utenti stessi che aggiornano costantemente altri utenti sulle informazioni riguardanti il traffico cosicché, Waze, possa riconfigurare l'itinerario e consigliarci quindi quali strade prendere. Ci aiuta a trovare i prezzi per la benzina meno costosi e ci avvisa, attraverso Facebook, quali sono i nostri amici che stanno viaggiando verso la nostra stessa direzione.
Insomma, come ho già detto, un navigatore tutto indirizzato al mondo dei social network!




RunKeeper


Spesso e volentieri la parola "GPS" viene accostata a "navigatore" ma, di fatto, l'uso del GPS non deve limitarsi a questo. Questa tecnologia può essere usata in moltissimi campi, proprio come ci dimostra l'app RunKeeper!
Se amate correre, o se state molto semplicemente cercando di perdere quei chili di troppo accumulati in questi periodi festivi, questa è sicuramente l'applicazione che fa per voi. Oltre a tracciare il vostro percorso e calcolare i tempi di percorrenza, riesce a comunicarci le calorie bruciate e la frequenza cardiaca attraverso dei calcoli matematici in base al peso che abbiamo inserito e, come indicato anche in alcune recensioni, dicono che i calcoli sono piuttosto precisi, però ricordatevi comunque che NON utilizza dei veri e propri sensori d rilevamento.
Tra le altre funzioni utilissime di RunKeeper troviamo la possibilità di condividere il nostro tracciato insieme al nostro tempo cosicché altri utenti possano vederlo e magari intraprendere una sfida cercando di percorrere lo stesso percorso in un tempo minore al nostro.
Link all'app.



Strava Cycling


Concludo la lista con un'altra applicazione per sportivi. Stavolta però l'applicazione è indirizzata, invece che ai corridori, a tutti i ciclisti che utilizzano, anziché una bici da corsa, una Mountain Bike per le loro "scalate".
L'applicazione è comunque molto simile a quella precedente, ci permette di calcolare le calorie perse e di rilevare la frequenza cardiaca attraverso un sensore bluetooth, di tracciare percorsi, condividerli e sfidare altri utenti oltre alla possibilità di scoprire nuovi tracciati da percorrere!
Link al PlayStore.



Author: Cerquone Giacomo

Le migliori ROM per dispositivi Android

Parlare delle migliori rom per Android è un’impresa ardua, a partire dalla definizione delle stesse che quindi ne determina pregi e difetti che assumono un peso diverso più in base all’uso dell’utente che in base ad uno specifico parametro di giudizio obiettivo, ma anche perché ogni rom ha una diversa rappresentazione in base al modello per il quale viene sviluppata.



Insomma potremmo trovare rom “casalinghe” che talvolta saranno più performanti ed efficienti di quelle ufficiali per uno specifico modello mentre per un altro vivremo proprio la situazione opposta.

Queste difficoltà rendono un po’ complicato gestire una classifica delle migliori, ma non demordiamo.

Di cosa parliamo


In primo luogo è importante sapere che tutte le rom sono, bene o male, basate sui lavori di quattro gruppi di sviluppo: CyanogenMod, AOKP, Paranoid Android e PAC Rom.

Ognuno di questi team di sviluppo opera scelte differenti determinando rom molto diverse tra loro, andiamo ad affrontarle nel dettaglio.

La CyanogenMod


In primo luogo parliamo della CyanogenMod, forse la release più famosa al mondo, con un team di sviluppo sempre attivo che tenta di coprire la quasi totalità dei dispositivi android. La rom offre numerosi tweak aggiunti alla stock android, con una buona capacità di personalizzazione rendendo nel complesso la Cyanogen una rom adeguata al “modder” alle prime armi. La rom risultante è discretamente leggera, funzionale e con aggiornamenti settimanali.

Le rom sono rilasciate principalmente in due forme: le stable e le nightlies. Le stable, come dice il nome, sono le versioni stabili delle rom, testate e funzionanti. Le Nightlies sono, spesso, aggiornamenti settimanali delle stable con nuove funzionalità o nuovi bug risolti, talvolta capita, però, che una nightlies per risolvere un bug ne presenti un altro, sono versioni sperimentali che non danneggeranno il vostro dispositivo ma potrebbero avere effetti “speciali”.

Moltissime le rom “homemade” basate sulle Cyanogen, come tantissimi i Kernel basati sull’ufficiale FXP che, bisogna dirlo, spesso sono di gran lunga migliori dell’ufficiale. La pecca di Cyanogen è proprio nel porting, il cuore del sistema è sempre lo stesso che viene adattato in base al dispositivo su cui lo si sta portando, ma talvolta porta a delle malfunzioni che vengono risolte solo molto alla lunga.
Da poco il team ha rilasciato un applicativo desktop per facilitare l’installazione anche ai meno esperti, confermando il target “newby” del progetto.


La AOKP

Il secondo progetto che affronteremo è AOKP (Android Open Kang Project). La AOKP è la rom per chi ama osare. Le personalizzazioni sulla AOKP sono spinte al massimo, potendo gestire ogni aspetto del dispositivo, potendo anche cambiare completamente l’aspetto della modalità landscape rispetto a quella tradizionale. La possibilità di gestire come si preferisce le azioni del led di notifica, la totale e perfetta integrazione dello swype e dei gesti, i numerosissimi pannelli e personalizzazioni a non finire in tutti i menù, rendono la AOKP una delle rom migliori sul mercato.

Dal punto di vista delle prestazioni numerosi i kernel sviluppati per le AOKP con ottimi risultati in termini di efficienza e prestazioni. Purtroppo le rom AOKP sono disponibili per un numero limitato di dispositivi.


La Paranoid Android

Il terzo progetto che andremo ad analizzare è il famosissimo Paranoid Android. La Paranoid Android è diventata famosa nel tempo grazie all’interfaccia HALO che permetteva di personalizzare completamente l’esperienza dell’utente andando a modificare molti aspetti del launcher tramite i numerosi pulsanti mobili ed i menù espandibili.
Molto interessanti le modalità ibride e “All Three” permettendo il passaggio dalla modalità Tablet a quella Smartphone (o ibrida) con il solo tocco di un tasto.
Ho molto apprezzato le personalizzazioni stock disponibili nel menù impostazioni, tra le quali in particolare la possibilità di modificare i permessi concessi ad ogni applicazione direttamente da un pannello apposito.

Ottimi i kernel distribuiti per questa rom, la quale risulta spesso essere un vero e proprio punto di arrivo nel ciclo di sviluppo per un certo terminale. Si può ben dire che lo sviluppo su uno specifico modello è maturo quando esce una rom Paranoid Android per lo stesso.


La PAC Rom

Ed infine terminiamo con la PAC rom. Non fatevi ingannare dalle poche parole che spenderò per questa rom, la PAC è una delle rom migliori, preferita dai più esperti. Riunisce il meglio delle tre precedenti, armonizzando il tutto in un unico sistema performante, personalizzabile ed efficiente.

La PAC è spesso l’eccellenza delle rom, difficile trovarla per tutti i modelli ma siatene pur certi: se esiste, non vi deluderà. Lo sviluppo in termini di Kernel per questa rom non è eccessivo, così come le rom “basate su”, in quanto la PAC stock è già di suo all’apice dello sviluppo ed è difficile aggiungerne qualcosa.


Le alternative stock

Ciò che è importante sapere è che non esistono solo questi team di sviluppo, ma spesso tanti sono gli sviluppatori che preferiscono operare direttamente sulla ROM stock di uno specifico terminale, creando un progetto limitato a quel singolo modello o linea di modelli.

E’ il caso della serie Sony Xperia, per la quale spesso sono stati rilasciati più progetti autonomi che non hanno nulla a che fare con i team di sviluppo precedentemente citati e che, nonostante questo, hanno raggiunto livelli di efficienza addirittura superiori alle precedenti.

Io stesso per il mio terminale ho scelto una Gin2KitKat, progetto autonomo che porta alcuni aspetti della KitKat sulla rom stock Gingerbread, risultandone fluido, velocissimo e molto efficace, anche grazie al supporto del Kernel Lupus, un progetto nato per Xperia che si sta estendendo anche ad altri dispositivi.

Il consiglio che vi si può dare è di prendere confidenza con il forum XDA ed innamorarvici, seguendolo e sostenendo gli sviluppatori che si occupano del vostro modello, e di provare e variare soprattutto tra i Kernel più che tra le ROM, in quando un’ottima rom con un pessimo Kernel farà sempre una pessima figura.

Internet via satellite: tutto quello che c'è da sapere

Ad alcuni può sembrare una tecnologia del tutto nuova per connettersi ad internet ma, di nuovo, c'è soltanto il fatto che le grandi società come Eutelsat sono finalmente riuscite a proporre ai consumatori dei prezzi piuttosto accessibili per utilizzare questo sistema satellitare. Il concetto è molto semplice, avete presente i navigatori GPS? Quei dispositivi non fanno nient'altro che connettersi al satellite e scaricare determinati dati. Cosi, con una semplice parabola ed un sofisticato modem satellitare, anche voi potrete connettervi ad un satellite che vi restituirà, a sua volta, i dati che avrete richiesto navigando con il vostro browser.
Vi starete chiedendo quale sia il vantaggio di questo sistema quando ci sono già le comuni reti ADSL. Ebbene il vantaggio, piuttosto ovvio, sta nella possibilità di avere una connessione abbastanza veloce in qualunque punto della terra.
In Italia vi assicuro che, di problemi riguardanti le connessioni ADSL, siamo pieni. Molti paesini di montagna o anche quelli che semplicemente si discostano di qualche chilometro dalla città, hanno problemi a raggiungere una velocità superiore ai 50kB al secondo.

Qui subentra l'internet satellitare. Purtroppo però, come ad ogni affermazione di un nuovo mercato, c'è una grande confusione tra i consumatori: società che offrono quello e società che offrono questo mentre voi, analizzate le offerte, e non sapete cosa vi stanno dando realmente.
Un esempio pratico e attuale di quanto ho appena detto, ovvero di confusione da parte del consumatore a riguardo del servizio offerto, è la società che non molto tempo fa veniva pubblicizzata in TV: la Linkem. Linkem, non smetterò mai di ripeterlo, non è in nessun modo da prendere in considerazione come una connessione satellitare. Questa società ha semplicemente dei ponti ripetitori (A TERRA) che trasmettono il segnale a tutte le parabole che, a loro volta, saranno installate nelle case dei clienti. Seppur anche questo sistema (chiamato WiMAX) sembra essere efficiente quanto il satellitare, vi assicuro che non è cosi, di fatto diverse zone non riescono ad essere raggiunte da questi ripetitori.

Cosi in quest'articolo cercherò di far chiarezza esponendo, subito di seguito, le due società note che offrono ad un prezzo accessibile questa tanto discussa connessione satellitare. Prima di elencarle però voglio porre all'attenzione che, quando si tratta di società che forniscono connessione ad internet sia in ADSL, in WiMAX che satellitare, ci sarà sempre quella nicchia di utenti che riscontrerà non pochi problemi con il sistema e/o la società in questione e, di post piene di lamentele sui forum, ce ne sono a palate.
Elenchiamo comunque le due offerte:

Open Sky


Logo Open Sky

Open Sky è un'azienda italiana che, non molto tempo fa, è stata oggetto di forti critiche da parte di molti utenti insoddisfatti che dichiaravano ingannevole la pubblicità dell'azienda. Fortunatamente però è riuscita a risollevare il nome e la considerazione di se stessa grazie alla nuova struttura e, soprattutto, alla particolare attenzione che è stata posta nella riorganizzazione del piano offerte dedicato ai clienti.
Qui la pagina web dove potete consultarle: http://www.open-sky.it/tooway/residenziale
La più allettante sembra essere la "Open Sky Flat 20" con un pagamento mensile di €36,90 che subentra soltanto dopo i primi 4 mesi "promozionali" dove il prezzo è di €18,50. Il limite di download al mese è di 20GB ma, dalle 23:00 alle 7:00, l'offerta diventa "Flat": senza limiti.
Mentre quello che puzza di marcio è la velocità che viene descritta nel sito web, indicata come "nominale". Cosa significa questo? Che, almeno da quanto vedo nel sito web, non ci sono velocità minime assicurate e potete di punto in bianco trovarvi con una connessione 56k/128k.
Qui trovate le FAQ della offerta: http://www.open-sky.it/tooway/tooway-faq

Sitmar


Logo Sitmar

Anche questa è un'azienda italiana che offre soluzioni dai 50 ai 200 euro mensili, esclusi canoni iniziali di promozione ecc.
Le offerte fondamentalmente sono simili se non per il fatto che, mentre con Open Sky si può disporre di una fascia oraria di connessione flat, con Sitmar l'unico modo per avere una connessione flat è quello di sottoscrivere il piano "Tooway Diamond" che permette una navigazione flat per €190 mensili.
Qui trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno: http://www.sitmar.it/form/adsl_satellitare_privati.php

Conclusioni

Quali sono quindi le conclusioni? Usare o non usare la connessione satellitare?
Una cosa è chiara: se avete la necessità di utilizzare internet a determinate velocità, è ovvio che non potete farne a meno. Però, il mio consiglio, è quello di affidarsi ad un'azienda per un certo periodo di tempo e verificare la qualità del servizio. Fatto questo deciderete poi se continuare per quella strada o meno.
Per concludere voglio semplicemente ricordarvi che in questo mondo, nel mondo delle offerte telefoniche, delle TV satellitari e delle connessioni ad internet, non si smette mai di rimanerci fregati. Si tratta di una giungla bella e buona dove le cose si ottengono soltanto facendosi sentire, strillando per ore ed ore al telefono e facendo notare che il servizio che offrono non è affatto quello che pubblicizzano. Spero almeno che alcune delle vostre esperienze non siano come le abbia descritte perché, per quanto mi riguarda, è peggio che andar di notte.

Author: Cerquone Giacomo

Top 8 accessori NFC per smartphone

L'NFC (Near Field Communication) è una tecnologia sviluppatasi solo negli ultimi anni anche se, per dirla proprio tutta, essa è una evoluzione del vecchio RFID: un sistema particolare sviluppatosi negli anni '60 che permetteva ad un affare piccolino chiamato tag o trasponder, di essere letto/scritto attraverso l'utilizzo di un lettore per l'appunto. Questa la lettura/scrittura, sia in RFID che in NFC, non può avvenire ad una distanza maggiore di 10cm tra il tag e il lettore/scrittore.

Ma quindi in cosa si differenzia l'NFC dal suo vecchio antenato? Sostanzialmente è come ho detto prima: è un aggiornamento del vecchio sistema che permette, a differenza dell'RFID, uno scambio di dati bidirezionale attraverso l'utilizzo di un protocollo p2p ad alte velocità di trasmissione.
In conclusione, prima di stancarvi o farvi annoiare a morte, il classico esempio di utilizzo di questi sistemi, in modo che possiate immaginarne meglio un utilizzo, lo si fa con i passaporti. Il primo paese ad aver aderito a questo cambiamento è stata la Malesia nel 1998 e, noi italiani, soltanto nel 2006.