Cuffie wireless: quali scegliere


Scegliere una cuffia non è mai troppo semplice e, chi lo pensa, o non è interessato affatto o possiede delle Beats. Infatti, i possessori di questo marchio di cuffie, sono la maggior parte delle volte i primi ad essere poco informati sul prodotto che utilizzano e credo, almeno da quello che ho capito, che questo tipo di persone acquistano in base ad una loro legge di fantasia dove, più il prodotto costa, maggiore sarà la sua qualità. Non c'è bisogno di spiegare quanto sia sbagliato questo ragionamento e, a prova di questo, ci sono proprio queste Beats che, per l'assurda somma di 300 euro quasi, hanno una qualità sonora di una cuffia da 60 euro se non meno.

Tralasciando ora questa piccola parentesi, le cuffie, sono dei prodotti piuttosto particolari ed ogni modello e marca, presenta delle sue caratteristiche. In questa lista tratterò soltanto di cuffie senza fili ed esporrò, una per volta, i diversi modelli, ordinati per budget, delle aziende leader nel campo dell'acustica come: AKG, Sony, Sennheiser .
Considerate però che, se per avere una buona cuffia con cavo bisogna spendere almeno 60 euro, nel caso di una senza fili il prezzo sale leggermente e faremo meglio a partire dal presupposto generale che una cuffia con cavo, allo stesso prezzo di una cuffia wireless, suonerà comunque meglio per diversi ovvi motivi come l'assenza di molti componenti tecnologici.
Detto questo possiamo partire:

AKG


La AKG è una storica costruttrice di microfoni e auricolari per uso professionale e non. Attualmente produce e commercializza ben 3 cuffie wireless tra cui, 2 di queste, sono state progettate per un uso generale mentre l'altra, la K935, offre una fantastica qualità di riproduzione all'interno delle quattro mura. Viene infatti venduta per un uso interno data la non presenza dell'insonorizzazione e l'ingombrante sistema di ricezione ed invio del segnale audio che non utilizza la tecnologia bluetooth.

K935

Come scrivevo prima, la K935, è una cuffia pensata espressamente per un utilizzo casalingo ed offre una ottima qualità di riproduzione oltre che una favolosa comodità. La durata della batteria, dichiarata di 8 ore in uso continuo, non dovrebbe essere affatto niente male ma bisognerebbe comunque provarle in un uso medio. Inoltre, la loro comodità, è data dal fatto che sono cuffie over-ear e che quindi, indossandole, vanno a posizionarsi sopra le nostre orecchie rendendo l'ascolto tranquillo e non stressante. 
Tra le caratteristiche tecniche troviamo una connessione wireless che lavora alla frequenza di 2.4Ghz e assicura una copertura di 30 metri. La ricarica della cuffia è prevista all'interno della sua base attraverso dei contatti magnetici e invece, per quanto riguarda la frequenza di risposta, va dai 16Hz ai 22kHz.
Quindi già soltanto dalle frequenze descritte dobbiamo aspettarci una qualità strepitosa.

Per concludere, il prezzo più basso che sono riuscito a trovare online è di 160 euro e, per questo prezzo, posso dire che la cuffia ha un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo.
Ecco il link al sito AKG ed un video di presentazione.



K845

E' una cuffia che ancora deve arrivare in Italia ma già sappiamo tutto di lei. La K845 possiamo considerarla l'evoluzione della K830 che vedremo di seguito.
Diciamo subito che il suo uso è molto variabile, hanno un ottima insonorizzazione e questo le rende quindi perfette per un uso in strada e in ambienti rumorosi. Si propone come una cuffia all'avanguardia per quanto riguarda le tecnologie e, oltre che comunicare con i nostri dispositivi in bluetooth, permette l'accoppiamento in NFC e dispone di tutti i controlli necessari per la gestione dell'ascolto sul padiglione destro.
Anche questa è una cuffia over-ear ed è comoda sia da indossare che da portare con se, grazie al sistema 2D Axis che permette di essere ripiegate su se stesse.

L'unica mancanza da parte di questa cuffia forse è l'assenza di un microfono ma, probabilmente, AKG non ha ritenuto che quello fosse il target di mercato di queste K845. Tra le caratteristiche tecniche troviamo una capsula di 50mm di diametro ed una risposta in frequenza di 20-20 kHz.

I produttori non parlano della durata della batteria ne del prezzo ma, per il secondo, siamo quasi sicuri che si attesterà intorno ai 250 e i 300 euro.
Link ufficiale e video a seguire.



K830

Queste cuffie, come anticipavo prima, sono la fascia "entry-level" delle cuffie wireless prodotte dalla AKG. Ho avuto la possibilità di testarle personalmente è devo dire che, seppur la qualità audio sia abbastanza buona, i bassi non sono molto corposi ed i medi tendono a sovrastare il resto.

Qual è però il punto forte di questo prodotto? Fondamentalmente la sua portabilità. 
Infatti, a differenza delle altre precedentemente descritte, queste sono delle cuffie on-ear e già questo riduce di molto la grandezza dei padiglioni che, per di più, possono essere piegate e ripiegate in modo da ridurre di molto la loro grandezza.
Inoltre l'archetto è robusto e piccolo allo stesso tempo e tutti i comandi necessari per la gestione dell'ascolto sono ben posizionati sul padiglione sinistro insieme ad un piccolo microfono direzionale. Le batterie assicurano 8 ore di utilizzo continuo ed il collegamento con lo smartphone, a dispetto della K845, avviene soltanto attraverso il bluetooth.

Mentre, per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, abbiamo un altoparlante del diametro di 40mm ed una frequenza di risposta di 18Hz - 20KHz per un totale di 145 grammi. Per il prezzo a cui si trova, di circa 90 euro, non sono affatto niente male!
Link ufficiale e video.



Sennheiser


Sono sicuro che i veri intenditori conosceranno questo fedelissimo marchio: Sennheiser. L'azienda ha sede in Germania e sono quasi 70 anni che produce microfoni ed auricolari per il mercato professionale e consumer ma, a differenza di AKG, la Sennheiser produce soltanto prodotti che partono da una certa fascia di qualità e, di conseguenza, anche di prezzo.

L'azienda, nel campo wireless, propone 2 modelli di cuffie tra cui la più economica PX 210 e la costosa e accessoriata MM 550-X. Scopriamole insieme.

PX 210

Sono delle cuffie piuttosto piccoline e portabili. Il padiglione è di tipo on-ear e la prima cosa che salta all'occhio, vedendole, è che possono apparire decisamente fragili e leggere. Come tutte le cuffie wireless anche loro hanno i comandi sul padiglione e, il microfono, non è presente.
La comunicazione avviene ovviamente via bluetooth e non dispongono della tecnologia NFC.

Per quanto riguarda invece i tecnicismi, devo dire che hanno una fenomenale risposta in frequenza che va dai 12Hz fino ai 22KHz e che assicura alla cuffia una fedeltà di suono piuttosto elevata. Il prezzo di listino è di 179 euro e, nei vari negozi online, il prezzo a cui la troverete è su per giù quello.
Link ufficiale e video.



MM 550-X

Come anticipato prima, questa è la cuffia che si propone come prodotto top di gamma per quanto riguarda l'azienda tedesca nell'ambito wireless.
Può essere considerato un vero e proprio concentrato di tecnologia e, oltre ad offrire un'esperienza d'uso incredibilmente tecnologica con diverse funzioni innovative come il NoiseGard o il TalkThrough, ha una qualità del suono davvero impressionante. Giusto per farvene un idea, sappiate che hanno una frequenza di risposta che va dai 15Hz ai 22KHz con un SPL di 107 dB.
Inoltre la cuffia è stata pensata per un utilizzo vario che può andare dall'ascolto musicale, gestibile sempre dai comandi sul padiglione, fino alle classiche chiamate VOIP e questo grazie all'ottimo microfono Sennheiser presente sulle cuffie.

Le innovazioni proposte in questa cuffia, come dicevo due righe fa, sono fondamentalmente due tecnologie proprietarie:
  • NoiseGard: è la tecnologia utilizzata da Sennheiser in queste cuffie per la cancellazione del rumore. Infatti, troviamo scritto sul sito ufficiale, che non importa quanto sia rumoroso l'ambiente circostante perché noi, grazie a questa tecnologia, riusciremo ad isolarci completamente ed ascoltare musica, effettuare chiamate o ascoltare audio-libri, in tutta tranquillità!
  • TalkThrough: una particolare tecnologia, che ho visto fin ora solo in questo prodotto, che permette di ascoltare l'esterno con le cuffie ancora inserite. Questo grazie ad un microfono secondario che, una volta attivato, filtra l'audio esterno e ce lo spedisce dritto in cuffia.
Per concludere, la cuffia ha un peso di 179 grammi che, seppur possono sembrare tanti, non si sentiranno sicuramente sulla testa grazie alla loro qualità costruttiva e grazie al loro essere "over-ear". Il prezzo di listino è di 399 euro come vedete nel sito ufficiale.
Eccovi invece un loro video.



Bose

L'azienda Bose ha sede negli Stati Uniti d'America ed è piuttosto nota tra i consumatori per gli ottimi impianti audio. Ovviamente però non si è limitata alla produzione degli impianti audio e, con il tempo, ha saputo dedicarsi anche alla produzione di cuffie ed auricolari di altissima qualità. Oggi conta però un soltanto modello di cuffie wireless: le Bose AE2w. Scopriamole.

Bose AE2w

Queste cuffie, come vi accorgerete anche nella descrizione della pagina ufficiale, sono indirizzate a quei consumatori esigenti che hanno bisogno, si di un ottima qualità di riproduzione del suono, ma anche di particolari funzioni come, ad esempio, la possibilità di collegare ben due dispositivi contemporaneamente e quindi vedere un film mentre rimanere connesso al bluetooth del telefono dimodoché, nel momento in cui arriva una chiamata, le cuffie metteranno in pausa il video che stavamo guardando e potremo rispondere al telefono in tutta libertà. Tutto questo grazie ad un modulo di controllo Bluetooth posizionato sulle cuffie.

Per tutte le altre informazioni vi rimando al sito ufficiale e, a seguito, un breve video.


Le conclusioni


Per concludere è ovvio che la vostra scelta dipenda molto dalle quantità monetarie che avete intenzione di investirci sopra. La cosa certa però è che, se avete a disposizione abbastanza soldi, andrete sul sicuro acquistando la fascia alta di Sennheiser o Bose mentre le AKG, come anche molti altri vi diranno, offrono un ottimo compromesso per quanto riguarda il rapporto/qualità prezzo.

Author: Cerquone Giacomo

I migliori accessori per auto

Quando si tratta della propria auto tutti gli uomini vogliono solo il meglio, purtroppo spesso tutto ciò non è alla portata delle nostre tasche e siamo costretti a scendere a compromessi, talvolta solo a sognare.

Moltissimi sono i siti nati di recente proprio dedicati alla vendita di componentistica per auto, in particolare accessori. In questo articolo affronteremo alcuni di questi accessori, dal più utile al più inutile, dal più simpatico al più strambo.

Da premettere: le leggi vigenti in Italia non sono a favore del modding delle nostre vetture, soprattutto per quanto riguarda gli esterni. Prima di acquistare controllate che il materiale in questione sia omologato per l’Italia, onde evitare non solo brutte figure con la pattuglia di turno, ma anche multe decisamente salate (si rischia addirittura il blocco del veicolo!).



Allarmi e sicurezza


Un settore sempre attento allo sviluppo per auto è il settore della sicurezza e degli allarmi. Da rilevatori GPS a telecamere di ogni sorta la fantasia può volare alto in questo settore, ecco alcuni esempi.

I localizzatori GPS 


Strumenti ad altissima precisione, molto utili in caso di furto. La maggior parte di questi è utilizzabile semplicemente inserendo al loro interno una SIM come quella dei cellulari, cosicché in caso di furto il veicolo possa esser ritrovato richiedendo la posizione GPS al terminale tramite un SMS convenzionale, ricevendo poi le coordinate al numero dal quale avete richiesto l’sms.

Alcuni di questi strumenti permettono la sola localizzazione del dispositivo, altri, invece, permettono anche altre funzionalità, quali il tracciamento periodico, avvisi sms in caso di superamento dei limiti di velocità, registrazione dei rumori ambientali, ecc.

Modelli molto avanzati sfruttano anche la stessa rete cellulare per la triangolazione, ma c’è da dire che il costo lievita di molto.

Purtroppo gli allarmi GPS senza localizzazione tramite rete (aGPS) risentono molto dei disturbatori, strumenti molto economici (circa 60€) che bloccano ogni segnale GPS impedendo, di fatto, al localizzatore di triangolare la propria posizione.

Moltissime agenzie di assicurazioni stanno già fornendo “scatole nere” con aGPS integrato, talvolta anche con sconti sul prezzo finale dell’assicurazione.



Retrovisori


Un'altra fetta di mercato molto interessante sono i retrovisori, oggigiorno molto diffusi sulle auto moderne ma ancora difficilmente disponibili nei modelli di serie.

Trattasi di videocamere poste sul retro dell’auto che permettono di effettuare la manovra con semplicità, semplicemente guardando in uno schermo ciò che la telecamera sta puntando.

Ci sono molti kit disponibili sul mercato per tale scopo, abbattendo il costo in maniera considerevole permettendo così di acquistarne uno con circa 100€ di spesa.

Alzando un po’ il prezzo è possibile acquistare sistemi con anche sensore di distanza integrato, il classico bip a supporto del manovratore o sistemi a visione notturna.



Elettronica

Autoradio


Cambiando settore, uno strumento che sta ritrovando un nuovo mercato è quello delle autoradio. Con lo sviluppo di Android e del proprio sistema open source, ora anche l’elettronica per auto sta rinnovandosi sfornando le prime autoradio con sistema Android incorporato.

In realtà trattasi di veri e propri tablet con la forma di un’autoradio, disponibili sia nei modelli da 1-Din che da 2-Din (le 2-Din sono le autoradio più alte). Questi dispositivi permettono di rivalutare completamente il concetto di multimedialità all’interno della vettura, potendo letteralmente riprodurre qualunque contenuto multimediale. Anche la stessa radio FM cambia volto in voce delle più affidabili web radio. Difatti tramite connessione 3G questi dispositivi permettono l’ascolto delle web radio senza essere più vincolati al cambio di frequenza dovuto al viaggio o alle condizioni ambientali.

Dispositivi costantemente connessi ad Internet tramite i quali poter anche leggere le email, navigare e viaggiare con il navigatore sempre aggiornato con le condizioni del traffico attuali.



Vivavoce bluetooth


Per chi non avesse auto con viva voce bluetooth integrato, sono nati dei dispositivi molto economici che permettono a chiunque di averne uno in auto.

Si collegano alla presa accendisigari e, tramite una specifica frequenza fm, permettono di telefonare ascoltando la telefonata nelle casse del veicolo semplicemente sintonizzando la radio su quella frequenza.
Al costo di circa 20€, una spesa decisamente alla portata di chiunque.



Multipresa accendisigari


Ed infine concludiamo con uno strumento più utile che bello, una multi presa.
Sono molto i dispositivi oggi disponibili per l’uso in auto tramite l’ingombrante presa accendisigari, ma come collegarli tutti insieme?

E’ qui che viene incontro questo “giocattolo”: una multi presa accendisigari che vi permetterà di collegare in serie anche 5 dispositivi.



Tenete presente che qualunque fonte di assorbimento andrà a pesare sul consumo della vostra auto, l’energia non si crea dal nulla, non abusatene se non volete incrementare troppo i consumi.

Top 9 router wifi del 2014

Non mi dilungherò eccessivamente nello spiegare cos'è un router. Lo conoscono e lo usano tutti e, senza di lui, la connessione ad internet non sarebbe possibile. Anche l'installazione è diventata piuttosto semplice: colleghiamo il cavo della rete telefonica nell'apposita entrata, lo accendiamo e già possiamo connetterci comodamente senza utilizzare nessun cavo. Ma cosa c'è dietro questo facile collegamento? Com'è che realmente riesce a fornirci la connessione? Il concetto è semplice se paragoniamo questo router ad un centralino. Quando i dispositivi navigano, (Computer, Smartphone, Tablet ecc.), effettuano autonomamente per noi delle richieste al router che, a sua volta, le inoltra alla compagnia telefonica. Il router, in seguito, riceverà dei dati in risposta che smisterà ai rispettivi dispositivi, innestando cosi il meccanismo che permette la navigazione in internet.

Ora penserete sicuramente che se si trattasse "solo" di questo, a grandi linee, tutti i router possono andare bene. Però, purtroppo, non c'è pensiero più sbagliato.
Magari un ragionamento del genere sarebbe potuto andare bene negli anni precedenti, dove la pratica dello streaming dei contenuti in locale, doveva ancora arrivare e le velocità degli standard di comunicazione tra il router e i dispositivi, bastavano ed avanzavano per la velocità fornita dalle compagnie telefoniche.

Ora è tutta un'altra storia: le tecnologie si sono evolute, è nata la fibra ottica e navighiamo a velocità pazzesche. Sono nati standard di comunicazione in locale per la trasmissione wireless di giganti file video e audio tra cui, il più comune, DLNA e quindi è pressoché chiaro che, quello che principalmente cambia tra un router ed un altro, è la velocità di trasferimento dei dati.
Quindi quale comprare? Vediamoli insieme:

Apple AirPort Extreme




Conosciamo abbastanza bene la capacità di Apple di produrre prodotti favolosi, facilissimi da configurare e straordinariamente performanti. E' stato considerato da molti esperti nel settore, uno dei migliori router in commercio grazie anche al fatto che riesce a gestire le connessioni attraverso il nuovissimo standard 802.11ac. Opera contemporaneamente sulle frequenze da 2.4Ghz e 5Ghz. Dispone di tre porte LAN, una USB 2.0 ed ha, nel complesso, un design davvero ben curato.
Come ben sappiamo però, lo scopo di quest'azienda, è quello di rendere la configurazione il più facile possibile e dare al consumatore un prodotto superbo. Quindi se questo router ha dei "pro", che abbiamo prima descritto, ha anche dei "contro" che si riscontrano nella mancanza di un'interfaccia web di configurazione.
Il prezzo non è affatto basso ma, se avete la necessità di trasportare grandi dimensioni di file in poco tempo, è il prodotto che fa per voi. 
Per tutte le specifiche potete rifarvi al sito Apple.

Asus RT-AC66U



Asus, storica produttrice di notebook e schede madri, è riuscita anche a riscontrare un incredibile successo tra i consumatori attraverso questo RT-AC66U. Fioccano recensioni positive ovunque, tranne alcuni consumatori che sembra abbiano riscontrato dei problemi per quanto riguarda la stabilità della connessione.
Anche l'rt-ac66u supporta il nuovo standard 802.11ac ed opera a 2.4Ghz e 5Ghz ma, a differenza del router di Apple, ha un incredibile possibilità di essere personalizzato come più ci piace!
Il prezzo si attesta intorno ai 150 euro ed ecco il link Asus per poter analizzare le caratteristiche a fondo.

Buffalo AirStation™ Extreme AC 1750



L'AirStation Extreme della Buffalo, quello che vedete ripreso nella foto sovrastante, è considerato anch'esso un ottimo prodotto se non per il fatto che la struttura si è rivelata essere un po' fragile e l'interfaccia d'accesso remoto sembra problematica. Altrimenti supporta, ovviamente, le due frequenze di funzionamento ed il nuovo standard ac. Infine un'altra chicca del prodotto sta nel fatto di poterlo utilizzare come Access point, come router o come Bridge.
Il prezzo si attesta sempre sui 150 euro e, per ulteriore documentazione, ecco il link al sito ufficiale.

Linksys EA6400 AC1600



Il marchio, in questo caso, è sicuramente una garanzia. La Linksys, storica produttrice di apparecchiature destinate all'utilizzo nelle reti sia casalinghe che aziendali, ha sfornato questo fantastico nuovo router: l'EA6400 AC1600 che offre un infinito numero di funzionalità. Supporta ovviamente lo standard ac ed opera sulle due frequenze. Si differenzia dalla concorrenza però, disponendo di una porta usb 3.0, per la condivisione della stampa e per alcune funzionalità che lo categorizzano quasi come NAS. Infatti collegando un hard disk sull'usb del router, questo, condividerà automaticamente tutti i dati contenuti nel disco rigido, senza dover configurare assolutamente nulla.
Il prezzo si attesta intorno ai 120 euro e, per ulteriori informazioni, ecco il sito ufficiale.

Cisco Linksys EA6500 AC1750



Seppur esteticamente molto simile al router visto precedentemente, il Linksys EA6500 AC1750 dispone di ben due porte usb 2.0 con la stessa possibilità di mutare in un NAS e può essere controllato sia in locale che in remoto. Dual-band e standard ac supportati e all'interno sono presenti ben 6 antenne (3 riceventi e 3 invianti) per riuscire a raggiungere altissime velocità.
Il prezzo di questo router è di 180 euro ed eccovi il link al sito ufficiale.

Netgear N900 WNDR4500



Questo WNDR4500 funziona in modo superbo ad entrambe le frequenze ed ha diverse utili funzionalità per quanto riguarda il controllo parentale. La configurazione è molto facile ed intuitiva e dispone di due porte usb per condividere stampanti e dispositivi di storage. L'unica pecca, se tale può considerarsi, sta nel fatto che non può essere posizionato orizzontalmente.
Il prezzo varia dai 100 ai 120 euro ed ecco il link al sito netgear.

Netgear R7000



l'R7000 della Netgear è un router a dir poco fenomenale che, con il precedente N900, non ha nulla a che fare.
Il design è piuttosto curato ed accattivante, quasi fantascientifico. Dispone inoltre di una porta usb 3.0 frontale e di una 2.0 posteriore. Ha 3 antenne esterne ben visibili utilizzate per l'invio e la ricezione di dati e, inoltre, riesce a coprire grandi aree con il proprio segnale. Le velocità a 2.4Ghz non sono eccelse ma la storia cambia passando ai 5Ghz dove, il router, sfoggia tutta la sua potenza.
Il prezzo è di 200 euro ed ecco le specifiche ufficiali dell'R7000.

Trendnet TEW-812DRU



La Trendnet sforna il suo router con supporto allo standard ac ed al dual-band. Offre una facile configurazione grazie al classico WPS button e dispone di una entrata usb 2.0 sempre volta alla condivisione in locale di stampanti e hard disk. Le velocità di connessioni in entrambe le frequenze sono fenomenali ed è considerato il miglior router rapporto qualità/prezzo con supporto alle ultime tecnologie. Magari manca un entrata usb 3.0 ma comunque, con circa 100 euro, ci si porta a casa un fantastico prodotto che ha poco e niente da invidiare alla costosa concorrenza. Di seguito il link al sito ufficiale.

Western Digital My Net N900



Non siamo abituati a vedere router con marchio Western Digital visto che, come ben saprete, è solita produrre hard disk, NAS e tutti quei prodotti collegati al mondo dell'archiviazione in generale.
Nonostante questo, l'N900 in mano a diversi consumatori, si è rivelato un ottimo prodotto che lavora in maniera eccellente in entrambe le frequenze sempre supportando ovviamente il nuovo standard ac.

La particolarità che lo distingue dalla concorrenza è la presenza di un hard disk, da 1TB o 2TB a scelta, che permette un uso variabile del router. Infatti le funzioni disponibili sono molteplici e la velocità di trasmissione dei dati è fatta su misura per lo streaming digitale dei file contenuti all'interno dell'hard disk. Inoltre il router ha 4 porte ethernet ed una usb 2.0 che, come sempre, può essere usata per la condivisione dei dispositivi in locale.

Ultima chicca di questo prodotto è la presenza nel Play Store dell'applicazione ufficiale dedicata alla gestione dei dati interni sia in remoto che in locale cosi, anche se siete fuori casa, potrete comodamente accedere ai vostri dati personali.
Il prezzo si attesta intorno ai €349 per la versione da 1TB e €429 per la versione da 2TB.

Author: Cerquone Giacomo

Perché passare a Windows Mobile

Già in precedenza abbiamo affrontato una tematica simile, parlando però dei motivi per i quali passare ad Android. Per non peccare di arroganza abbiamo terminato l’articolo con alcune pecche del sistema Android, in questo articolo lavoreremo similmente.

Ho spesso letto di “tecnici” i quali fornivano motivazioni in base alle quali fosse obiettivamente preferibile un sistema o un’architettura ad un’altra, senza alcun mezzo termine.

Ciò può essere vero quando si confrontano fra loro sistemi molto limitati con sistemi molto potenti, è ovvio che un computer del 1970 è nettamente inferiore ad un computer moderno, quale che sia l’uso che se ne deve fare, ma ciò non è vero quando si confrontano fra loro tecnologie coesistenti.



Ciò che fondamentalmente rende migliore un sistema rispetto ad un altro, a mio parere, è l’utente ed il proprio approccio al sistema stesso.

Per rendere meglio l’idea: se vi chiedessero “E’ meglio una Ferrari o una 500?” la vostra risposta pronta probabilmente tenderà verso la Ferrari, è più performante, più potente, più bella e vale molto di più.
Ma se già vi si chiedesse “Cosa è più coerente con il vostro stile di vita, tra una Ferrari ed una 500?” in quanti realmente potrebbero rispondere allo stesso modo?

Da ciò concludiamo che forse tale punto di vista andrebbe rivisitato, forse valutiamo con troppa superficialità cosa è meglio di qualcos’altro.

Questo sproloquio cosa ha a che fare con i motivi per i quali passare a Windows Phone?

Beh, è importante non solo per poter chiarire che non tratteremo di “Windows Phone è meglio di tutti”, ma anche per farvi riflettere anche sui vostri eventuali preconcetti.


Perché?


Andiamo al punto della questione: perché passare a Windows Phone?
Questo Natale Nokia ha venduto più terminali Windows Phone di quanti iPhone abbia venduto Apple: come mai questa flessione?


I terminali


I terminali Windows Phone sono principalmente terminali Nokia, serie Lumia, HTC e Samsung ne producono alcuni ma sono la minoranza.
Il primo e più evidente vantaggio nell’acquisto è proprio nella qualità Nokia, che porta ancora con se il ricordo ai vecchi dispositivi, letteralmente immortali, portando il cliente a percepire un senso di tranquillità e fiducia nel marchio.

Effettivamente i dispositivi Nokia Lumia sono dispositivi di alta qualità, ben prodotti, resistenti, performanti e, francamente, belli.
Forse l’unica leggera eccezione è data per gli agganci di microUsim e microSD del Nokia Lumia 620, ma è una fragilità che non si manifesta più una volta montate le schede.

I terminali Windows Mobile della serie Lumia sono a disposizione di qualunque tasca, con Entry Level (Nokia Lumia 520) accessibili con prezzi dai 98 ai 118€, con fasce di prezzo crescenti in maniera direttamente proporzionale all’offerta.
Il Top Gamma, il Nokia Lumia 1020, offre per 699€ un terminale eccezionale con una splendida fotocamera da ben 41 megaPixel che, e parlo per esperienza personale, lascia senza parole chiunque.



Il sistema operativo


Il sistema Windows Mobile, dopo le incertezze delle precedenti versioni (come capitato anche ad Android) ora si assesta su un prodotto di estrema qualità con Windows Mobile 8.
Windows Mobile 7 era basato su Kernel Windows CE in modo tale da poterlo fornire di un Market già bello grasso di applicazioni, ma purtroppo con se portava anche numerosi difetti, oltre a grosse difficoltà per gli sviluppatori di applicazioni.

Windows Mobile 8 (WM8) nel frattempo era in cantiere con un kernel sviluppato appositamente. La nuova piattaforma, fortunatamente, facilita di molto il lavoro degli sviluppatori, per questo infatti non temo il market parco, ben presto sarà molto fornito. L’affinità con Windows8 (con il quale condivide il Kernel) incrementa enormemente le possibilità di utilizzo.

Il sistema WM8 è un sistema stabile, performante, veloce e sicuro.

Il suo approccio a due soli menù rende l’interfaccia semplicissima, perfetta per tutti gli utenti non proprio smanettoni.

Personalmente questo natale ho fatto acquistare ben due terminali Nokia (e parlo da grande fan Android), per due miei familiari non proprio pratici con la tecnologia.

Le icone sono semplici e chiare ed i menù fluidi ed immediati rendono il sistema WM8 perfetto per gli utenti ai primi approcci con la tecnologia.
Il sistema Microsoft non lagga mai, non ci sono rallentamenti nemmeno quando si tenta di parallelizzare numerose operazioni e lo stack delle applicazioni attive è gestito perfettamente.



Il Market


Lo store Microsoft al momento è, forse, l’unica pecca del sistema. Ancora poche le applicazioni, poche le recensioni, poco curata la visualizzazione tramite browser e poco espliciti i diritti richiesti da ogni app.

Come già detto in precedenza confido in un grosso miglioramento in tal senso, le applicazioni aumentano di giorno in giorno, presto sarà risolto anche il diverbio con Google per l’app YouTube (che comunque è perfettamente visualizzabile tramite browser)  e si spera che il market stesso seguiterà a breve.



La personalizzazione


Gli utenti più smanettoni, invece, troveranno il sistema Microsoft molto limitativo, soprattutto se abituati ad Android.

Esiste una comunità di modding su XDA, in particolare per il Lumia 920 ed il Lumia 1020, ma comunque la natura del sistema operativo, molto chiusa, ne limita lo sviluppo casalingo.

Non è possibile cambiare il launcher, ci si può limitare giusto a cambiare i colori dell’interfaccia, come è ancora meno possibile intervenire più a basso livello con modifiche sul firmware stesso.

Si spera che Microsoft venga incontro agli utenti in tal senso, ma francamente non ci spererei molto.


In conclusione


Il voto generale è molto positivo: il sistema ed i terminali sono perfetti per gli utenti inesperti, la maggioranza, andando in netto contrasto con Apple ed i propri iPhone, che anche puntavano sulla semplicità d’uso. Nokia offre terminali altrettanto semplici da utilizzare a prezzi anche dieci volte inferiori.

Le prestazioni sono sempre eccellenti e la fluidità unica, nettamente superiore ad Android, anche a KitKat.

Certo, il parco applicazioni è molto molto scarso, ma il futuro sembra sorridere a Microsoft e Nokia che, alla fine, sembra aver fatto la scelta più adeguata preferendo Windows Mobile ad Android.

Il successo degli strumenti digitali

Il mondo negli ultimi anni ha subito profonde trasformazioni, non mi riferisco tanto al mondo “fisico”, alla natura ed alla sua morfologia, quanto più al mondo da noi percepito.

Il mondo sociale insomma. La nostra percezione della realtà è cambiata come è cambiata la realtà stessa: ma in cosa?

Percepiamo diversamente non solo perché è cambiato ciò che osserviamo, ma anche perché è cambiato l’osservatore e lo strumento di osservazione.

Il mondo digitale e la rivoluzione in esso intrinseca, sono la causa e la conseguenza di queste trasformazioni, i ritmi si sono serrati ed il propagarsi delle informazioni cambiato con una rapidità sorprendente.
Se un tempo certe strumentazioni o anche la sola misurazione dei fatti tramite il digitale erano alla portata di una piccola cerchia ristretta, a causa di potenti barriere d’entrata dovute alle conoscenze necessarie per sfruttare quegli strumenti, oggi tutto ciò si è totalmente abbattuto.



Come è accaduto?


Analizzare le motivazioni con scrupolo richiederebbe più di un articolo, ma qualche punto possiamo comunque gettarlo senza peccare di superficialità.

Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni ha portato ad una progressiva riduzione sia delle dimensioni che del costo dei prodotti di questo sviluppo. Ciò che un tempo richiedeva armadi e costi da sostenere enormi, ora richiede pochi millimetri ed altrettanti pochi euro.

L’altro giorno ho controllato il nuovo listino prezzi del mio fornitore: 3€ per una Pen Drive da 8gb. Eppure ricordo ancora i floppy, la mia prima pen drive da 128mb e non sono così vecchio.

Ciò che quella microsd porta con se, non è solo il suo scopo ma anche un nuovo approccio alla memoria, ora alla portata di chiunque, leggera quanto uno spillo.

Quella microsd inserita in uno smartphone anche economicissimo rende lo stesso un potente strumento di archiviazione, tanta potenza nelle mani di chiunque.



Il passo da qui all’esplosione di un nuovo mercato è stato velocissimo e, come già capitato in passato con altre cose, è tutto dipeso da una lotta alla miglior “presentazione”.

E’ indiscutibile il successo dell’Apple, nato proprio sul potere del marchio e dello stile.
Non era importante la qualità in se, i primi firmware per iPhone erano più bacati di un Emmental,  eppure il prodotto ha avuto un successo clamoroso sfruttando “il momento buono”. Tecnologia economica, potente, a basso costo e, soprattutto, bella da vedere ed alla portata di chiunque, non servono lauree.

Qualcuno avrà da ridire sul “basso costo” relativamente agli iPhone, giustissimo ma comunque ha aperto la strada ad innumerevoli nuovi smartphone dal costo relativamente ridicolo.



Era il vaso di Pandora, la tecnologia alla portata di tutti ha portato essa stessa allo sviluppo di nuovi strumenti per il nuovo mercato: gli utenti informaticamente ignoranti.
Ed è così che son nati nuovi e “vecchi” prodotti, come i tablet, lanciati dalla Microsoft in tempi non maturi, ora esplosi.

La possibilità di acquistare un tablet 7 pollici a 40€ rende obiettivamente nulla qualunque barriera d’entrata.
Lo stesso Ebook Reader, dato per morto decine e decine di volte, con tentativi di rilancio falliti miserabilmente ogni volta, per anni e anni, alla fine ha trovato la propria via, tramite il Kindle di Amazon.
Acquistare libri a basso costo e poterli leggere su un dispositivo leggero, limitato ma con una batteria pressoché infinita (insomma chi si preoccupa di dover ricaricare un dispositivo che si scarica in due mesi?).

La rivoluzione digitale, insomma, è anche questo: rendere la tecnologia non solo avanzata, ma anche semplice.

Sembrerà stupido ma tra le varie motivazioni che ho dovuto portare a mia madre per farle acquistare un ebook reader le uniche due che hanno realmente fatto presa sono state: “Non ti stanca gli occhi” e “la batteria dura più di un mese”.

Ed il futuro? Cosa ci attende?


Gli Smartwatch, ancora prematuri, potrebbero essere un ottimo strumento, a patto che ne vengano prodotti alla portata di chiunque, non come adesso (Samsung Galaxy Gear a poco meno di 300€ e funziona solo con alcuni dispositivi della stessa casa, Samsung siamo seri, come ti è venuto in mente?).

Insomma, chi non sarebbe tentato dall’acquisto di uno di questi dispositivi se potesse trovarne a meno di 100€ ?



Gli ebook reader, seppur lentamente, stanno comunque avendo il loro corso tra gli amanti più efferati della lettura, mentre la vera chicca di gala, nonché grande scommessa di big G, sono i Google Glass.

Un potentissimo strumento per la realtà aumentata, la vera e propria rappresentazione fisica di quella che è le nostra realtà, una totale integrazione del digitale con il reale.
Una scommessa non da poco che se dovesse portare ad un flop (l’unico dubbio sono i costi), potrebbe segnare profondamente la grande casa.

La realtà aumentata è un concetto che nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede: strumenti che permettono di collegare qualunque osservazione del reale ad internet, monumenti, piazze, quadri, con la possibilità di geolocalizzare ogni attività.

Osservare un monumento ed avere informazioni in tempo reale sullo stesso è solo uno dei possibili esempi.



Ma nuovi strumenti permettono anche di andare oltre l’osservazione: le stampanti 3D.

Con le stampanti 3D è realmente possibile stampare qualunque cosa, condividere i progetti tra più persone e stamparli per poter toccare con mano il lavoro fin’ora svolto.
Un stampante 3D a bassissimo costo è uno dei progetti più impellenti che porterà ad un nuovo rimescolamento di quelli che sono stati fin’ora due mondi separati, analogico e digitale fusi in un’unica opera.



In conclusione


Il successo degli strumenti digitali è, pertanto, figlio e genitore dell’epoca moderna. Causato dalle nuove tecnologie a basso costo ha portato esso stesso ad un abbassamento ulteriore e così causa e conseguenza in tutti gli altri ambiti.
Ogni previsione su ciò che ci aspetta è, pertanto, vana.

Dicevano che i telefonini erano destinati al fallimento e che le videochiamate erano il futuro.

A leggerlo oggi vien quasi da ridere.

Perché passare ad Android

Fare una lista dei motivi per i quali passare ad Android può essere molto più complesso di quanto sembri.

Rischiare di risultare fanatici  a scapito di una giusta obiettività è alquanto complesso, tutti abbiamo le nostre preferenze e le mie pungolano chiaramente verso Android quindi è facile per me risultar essere un po’ “di parte” nello stilare questo articolo, ad ogni modo tenterò di andare oltre i miei gusti, valutando i pro (ed un pizzico di contro) nella maniera più analitica è possibile, senza offendere alcuno (insomma prendendo decisamente le distanze dalle recenti posizioni di Eric Schmidt).




Prezzo


In primo luogo analizziamo la questione dal punto di vista dell’utente medio: il dispositivo Android più economico costa quanto un buon libro, esperienza personale: con 35€ ho portato a casa un Samsung Galaxy Next Turbo, sufficiente per Whatsapp, Facebook (con Fast4Facebook) e qualche app per tenere d’occhio i mezzi pubblici.

Differentemente dai Windows Mobile ed ancora più dagli iPhone, i dispositivi Android sono alla portata di qualunque tasca, con modelli Entry level di qualche anno fa ancora perfettamente utilizzabili.
Salendo di livello, ma sempre su Entry Level di nuova generazione, troviamo terminali dual core con 8 o anche 16 gb di memoria a poco più di 100€: parliamo di dispositivi come il Sony Xperia U, l’Alcatel One Touch, il Samsung Ace 2, che non hanno obiettivamente una controparte valida, fatta eccezione per il Nokia Lumia 520 e Nokia Lumia 620.

Su un piano ancora più elevato il confronto è in netto favore per Android: con meno di 400€ è possibile acquistare un Nexus 5, un quad core all’apice della tecnologia che non ha confronti nei competitor, i quali offrono terminali di pari livello ad almeno il doppio del prezzo.

Le dimensioni degli schermi su Android sono di tutte le salse per tutte le preferenze, con sviluppi molto differenti in base alle necessità.

E’ il caso della serie Note di Samsung, i quali con la S-Pen diventano lo strumento più adeguato per i professionisti.



Personalizzazione


Android è il sistema operativo perfetto per chi adora i vestiti su misura: la personalizzazione è all’estremo livello.
Oltre alle personalizzazioni già molto pesanti possibili grazie alla sostituzione di ogni componente, dal launcher, al dialer, al gestore messaggi, alle tastiere, scaricabili facilmente tramite il Play Store Google, la sua natura OpenSource ha portato alla nascita di una ENORME comunità dedita al modding, come non si era mai visto in precedenza.

La personalizzazione su Android ha raggiunto un livello così elevato che oramai è possibile cambiare letteralmente ogni parte del firmware del terminale, anche operando nel cuore del sistema andando a sostituire il Kernel, la rom stessa o anche il bootloader.

La possibilità di guadagnare i diritti di root anche sulle rom stock permette di effettuare modifiche a bassissimo livello anche su terminali con firmware originali, potendo estendere tutte le funzionalità del dispositivo, come la memoria interna con software come Link2SD, o cambiare lo scheduler del processore.


Libertà di gestione del dispositivo


Sia i terminali Nokia che i terminali Apple sono pressoché vincolati al proprio software gestionale. Così facendo l’utente ha difficoltà nell’approcciarsi con il dispositivo arrivando anche a certi assurdi che talvolta sfociano nel paradossale. Il software Apple, iTunes, è la perfetta rappresentazione di questo concetto, vincolando l’utente in ogni movimento e relazione con il dispositivo, finanche nel caricamento di musica sul terminale.

Con Android non solo tutto questo non sussiste ma si arriva all’esatto opposto. Caricare musica sul dispositivo è semplice come copiare musica su una Pen Drive, basta collegare il cavetto e trascinare i file. 

Non è tutto, software come AirDroid, esclusivamente per Android, evitano anche questo vincolo. Non c’è più bisogno di cavetti e drive da montare e smontare, basta collegare telefono e pc alla stessa rete WiFi, aprire l’applicazione e gestire ogni aspetto del dispositivo tramite il browser, quale che sia il sistema operativo corrente sul PC.

La musica a pagamento e la musica posseduta convivono perfettamente in armonia, al punto che software come Play Music permettono di acquistarne e di ascoltare la musica sia presente sul dispositivo, sia acquistata che caricata sul cloud tramite Google Drive.



Servizi


Il colosso di Mountain View Google è ormai lontano dai tempi in cui lo si associava al solo “motore di ricerca”, oggi la gamma di servizi offerti è enorme ed ormai tutti sono a portata di pochi tap tramite applicazioni per Android.

Da Google Maps, con Navigatore incorporato, al cloud di Google Drive, a Gmail, alla navigazione tramite Chrome sincronizzabile al browser per PC, al Calendario, a QuickOffice e tantissimi altri, è possibile gestire praticamente qualunque necessità tramite lo stesso account Google con applicazioni sviluppate proprio per terminali Android e quindi perfettamente funzionanti.

Una vastissima gamma di servizi che non trova reciproci nei competitor.



Applicazioni


Per molto tempo Apple ha primeggiato in questo campo, con un’offerta di applicazioni nettamente superiore a quella Android. Il mercato però, col tempo, è cambiato così come è cambiato l’approccio di Google al proprio Market. Apple, invece, ha lasciato pressoché invariato il proprio market non adeguandosi al variare dei tempi.

Con una politica di supporto allo sviluppatore, ed una perfetta integrazione con Google AdSense, Google è riuscita a superare la casa di Cupertino primeggiando infine nella gara sul numero di applicazioni disponibili.

Con oltre un milione di app l’ex Android Market, ora Google Play, è attualmente il Market applicazioni più vasto sul mercato, offerto su un numero elevatissimo di dispositivi.



I difetti


Dopo aver elencato tutti questi pregi è giusto anche fare un piccolo richiamo ad alcuni dei difetti di Android.
Il sistema operativo, in tutte le versioni precedenti KitKat, ha dei difetti spesso ascrivibili alle case produttrici, con scelte talvolta paradossali dovute ad accordi di mercato.

E’ il caso della Sony che fin troppo spesso obbliga l’utente con applicazioni che non utilizzerà mai e che non può disinstallare in quando risultano essere “di sistema”, sprecando risorse inutilmente.

O della Samsung che con un’offerta di terminali troppo ampia si è poco soffermata sulla progettazione di rom efficaci e performanti, concentrandosi troppo sul terminale “di moda”.


Queste scelte portano spesso l’utente ad essere costretto a modifiche molto radicali, come il cambio di Kernel o della ROM, talvolta scontrandosi con la casa produttrice (vedi Samsung) o talvolta supportato dalla casa produttrice (vedi Sony), ma in entrambi i casi perdendo la garanzia.


Top 5 app GPS per Android

Gli smartphone hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere ma soprattutto, hanno definitivamente cambiato il mondo del mercato. Se prima esistevano gli internet point per poter navigare, ora si naviga in totale libertà con uno smartphone ed una sim. Se prima si acquistavano fotocamere compatte usa e getta, ora gli smartphone scattano fantastiche fotografie al volo. La stessa cosa per i navigatori. Ricorderete sicuramente il marchio "TomTom" e, ad essere sincero, non ho più visto un loro prodotto in giro. Al giorno d'oggi sono tutti con questi telefoni in mano ed il motivo è pressoché ovvio: gli smartphone vengono, e cosi dev'essere, percepiti come dei dispositivi tutto-fare e, effettivamente, è proprio quello che sono.
Infatti, la vera grande innovazione non è l'hardware in sé per sé, ma la possibilità che hanno i programmatori di sviluppare applicazioni per espanderne le funzionalità in maniera esorbitante. Sono nello stesso momento consolle, TV, PC, navigatori, libri e chissà cos'altro ancora ed il tutto è incredibilmente contenuto in un dispositivo non più grande della nostra mano (esclusi prodotti clamorosi).
Ma tornando in tema, quali sono queste applicazioni che ci permettono di sfruttare lo smartphone come un navigatore? Vediamole insieme:

Google Maps


Alcuni di voi ricorderanno ancora dell'app "Navigatore" che offriva all'utente, insieme a Google Maps, un'esperienza d'uso simile a quella di un comune navigatore ed era preinstallata in Android essendo, se cosi possiamo definirla, l'app ufficiale per la navigazione di Google.
Ma ancora prima di questo, non ricordo precisamente di che versione stiamo parlando, ancora non era presente un vero e proprio software di navigazione e, l'unica app che forniva giusto qualche indicazione stradale, era Google Maps.
Ora le cose sono decisamente cambiate e la vecchia applicazione "Navigatore" è stata definitivamente assorbita da Google Maps che riesce, una volta settato il percorso e tutto il resto, a guidarci fino a destinazione.
Quando si parla di applicazioni per la navigazione è anche fondamentale sapere se il software è capace di memorizzare le mappe e, quindi, di illustrare un percorso senza disporre di una connessione ad internet. Google Maps attualmente permette questo e si ha la possibilità di rendere offline la navigazione solo di determinati percorsi che abbiamo scaricato precedentemente con l'utilizzo di una connessione ad internet (ovviamente).

In conclusione, considero Google Maps una favolosa applicazione e, le mie diverse esperienze di navigazione per le stradine del mio paesello sperduto, non hanno deluso le aspettative che avevo; precisa ed impeccabile.
Quindi perché scegliere Google Maps? Semplicemente perché fa parte dell'ecosistema Android ed il mio modo di vedere le cose, che si applica anche in molti altri campi, è quello di cercare di avere più prodotti e servizi possibili forniti dalla stessa società per creare un ecosistema perfettamente funzionante e pulito, senza intrusione di terzi indesiderati.

Ecco il video ufficiale:




Sygic


Con Sygic, invece, passiamo a quella categoria di applicazioni che non si limitano a far scegliere un itinerario e mostrarlo all'utente in maniera molto semplice, ma ad una categoria piuttosto superiore che offre un numero funzioni e preferenze incredibile! Ovviamente è ottima anche per chi vuole un semplice navigatore.
Tra le caratteristiche descritte nella pagina ufficiale del PlayStore troviamo:
  • Visione 3D realistica delle strade e degli oggetti.
  • Disponibilità delle mappe offline.
  • Aggiornamenti delle mappe gratuiti.
  • Segnalazione di punti di interesse.
  • Possibilità di attivare la voce nella navigazione.
  • Rilevamento della velocità e dei limiti della velocità.
  • Info sul traffico.
Ovviamente queste sono solo le funzioni più importanti ma è tutto ben esposto nel link dell'app su PlayStore.
Questo invece il video di presentazione:

Waze


Waze, più che vantarsi del suo sistema di navigazione, ha la particolarità di essere un "navigatore social". Infatti il suo punto di forza, come viene giustamente detto nel video di presentazione, sono gli utenti stessi che aggiornano costantemente altri utenti sulle informazioni riguardanti il traffico cosicché, Waze, possa riconfigurare l'itinerario e consigliarci quindi quali strade prendere. Ci aiuta a trovare i prezzi per la benzina meno costosi e ci avvisa, attraverso Facebook, quali sono i nostri amici che stanno viaggiando verso la nostra stessa direzione.
Insomma, come ho già detto, un navigatore tutto indirizzato al mondo dei social network!




RunKeeper


Spesso e volentieri la parola "GPS" viene accostata a "navigatore" ma, di fatto, l'uso del GPS non deve limitarsi a questo. Questa tecnologia può essere usata in moltissimi campi, proprio come ci dimostra l'app RunKeeper!
Se amate correre, o se state molto semplicemente cercando di perdere quei chili di troppo accumulati in questi periodi festivi, questa è sicuramente l'applicazione che fa per voi. Oltre a tracciare il vostro percorso e calcolare i tempi di percorrenza, riesce a comunicarci le calorie bruciate e la frequenza cardiaca attraverso dei calcoli matematici in base al peso che abbiamo inserito e, come indicato anche in alcune recensioni, dicono che i calcoli sono piuttosto precisi, però ricordatevi comunque che NON utilizza dei veri e propri sensori d rilevamento.
Tra le altre funzioni utilissime di RunKeeper troviamo la possibilità di condividere il nostro tracciato insieme al nostro tempo cosicché altri utenti possano vederlo e magari intraprendere una sfida cercando di percorrere lo stesso percorso in un tempo minore al nostro.
Link all'app.



Strava Cycling


Concludo la lista con un'altra applicazione per sportivi. Stavolta però l'applicazione è indirizzata, invece che ai corridori, a tutti i ciclisti che utilizzano, anziché una bici da corsa, una Mountain Bike per le loro "scalate".
L'applicazione è comunque molto simile a quella precedente, ci permette di calcolare le calorie perse e di rilevare la frequenza cardiaca attraverso un sensore bluetooth, di tracciare percorsi, condividerli e sfidare altri utenti oltre alla possibilità di scoprire nuovi tracciati da percorrere!
Link al PlayStore.



Author: Cerquone Giacomo

Le migliori ROM per dispositivi Android

Parlare delle migliori rom per Android è un’impresa ardua, a partire dalla definizione delle stesse che quindi ne determina pregi e difetti che assumono un peso diverso più in base all’uso dell’utente che in base ad uno specifico parametro di giudizio obiettivo, ma anche perché ogni rom ha una diversa rappresentazione in base al modello per il quale viene sviluppata.



Insomma potremmo trovare rom “casalinghe” che talvolta saranno più performanti ed efficienti di quelle ufficiali per uno specifico modello mentre per un altro vivremo proprio la situazione opposta.

Queste difficoltà rendono un po’ complicato gestire una classifica delle migliori, ma non demordiamo.

Di cosa parliamo


In primo luogo è importante sapere che tutte le rom sono, bene o male, basate sui lavori di quattro gruppi di sviluppo: CyanogenMod, AOKP, Paranoid Android e PAC Rom.

Ognuno di questi team di sviluppo opera scelte differenti determinando rom molto diverse tra loro, andiamo ad affrontarle nel dettaglio.

La CyanogenMod


In primo luogo parliamo della CyanogenMod, forse la release più famosa al mondo, con un team di sviluppo sempre attivo che tenta di coprire la quasi totalità dei dispositivi android. La rom offre numerosi tweak aggiunti alla stock android, con una buona capacità di personalizzazione rendendo nel complesso la Cyanogen una rom adeguata al “modder” alle prime armi. La rom risultante è discretamente leggera, funzionale e con aggiornamenti settimanali.

Le rom sono rilasciate principalmente in due forme: le stable e le nightlies. Le stable, come dice il nome, sono le versioni stabili delle rom, testate e funzionanti. Le Nightlies sono, spesso, aggiornamenti settimanali delle stable con nuove funzionalità o nuovi bug risolti, talvolta capita, però, che una nightlies per risolvere un bug ne presenti un altro, sono versioni sperimentali che non danneggeranno il vostro dispositivo ma potrebbero avere effetti “speciali”.

Moltissime le rom “homemade” basate sulle Cyanogen, come tantissimi i Kernel basati sull’ufficiale FXP che, bisogna dirlo, spesso sono di gran lunga migliori dell’ufficiale. La pecca di Cyanogen è proprio nel porting, il cuore del sistema è sempre lo stesso che viene adattato in base al dispositivo su cui lo si sta portando, ma talvolta porta a delle malfunzioni che vengono risolte solo molto alla lunga.
Da poco il team ha rilasciato un applicativo desktop per facilitare l’installazione anche ai meno esperti, confermando il target “newby” del progetto.


La AOKP

Il secondo progetto che affronteremo è AOKP (Android Open Kang Project). La AOKP è la rom per chi ama osare. Le personalizzazioni sulla AOKP sono spinte al massimo, potendo gestire ogni aspetto del dispositivo, potendo anche cambiare completamente l’aspetto della modalità landscape rispetto a quella tradizionale. La possibilità di gestire come si preferisce le azioni del led di notifica, la totale e perfetta integrazione dello swype e dei gesti, i numerosissimi pannelli e personalizzazioni a non finire in tutti i menù, rendono la AOKP una delle rom migliori sul mercato.

Dal punto di vista delle prestazioni numerosi i kernel sviluppati per le AOKP con ottimi risultati in termini di efficienza e prestazioni. Purtroppo le rom AOKP sono disponibili per un numero limitato di dispositivi.


La Paranoid Android

Il terzo progetto che andremo ad analizzare è il famosissimo Paranoid Android. La Paranoid Android è diventata famosa nel tempo grazie all’interfaccia HALO che permetteva di personalizzare completamente l’esperienza dell’utente andando a modificare molti aspetti del launcher tramite i numerosi pulsanti mobili ed i menù espandibili.
Molto interessanti le modalità ibride e “All Three” permettendo il passaggio dalla modalità Tablet a quella Smartphone (o ibrida) con il solo tocco di un tasto.
Ho molto apprezzato le personalizzazioni stock disponibili nel menù impostazioni, tra le quali in particolare la possibilità di modificare i permessi concessi ad ogni applicazione direttamente da un pannello apposito.

Ottimi i kernel distribuiti per questa rom, la quale risulta spesso essere un vero e proprio punto di arrivo nel ciclo di sviluppo per un certo terminale. Si può ben dire che lo sviluppo su uno specifico modello è maturo quando esce una rom Paranoid Android per lo stesso.


La PAC Rom

Ed infine terminiamo con la PAC rom. Non fatevi ingannare dalle poche parole che spenderò per questa rom, la PAC è una delle rom migliori, preferita dai più esperti. Riunisce il meglio delle tre precedenti, armonizzando il tutto in un unico sistema performante, personalizzabile ed efficiente.

La PAC è spesso l’eccellenza delle rom, difficile trovarla per tutti i modelli ma siatene pur certi: se esiste, non vi deluderà. Lo sviluppo in termini di Kernel per questa rom non è eccessivo, così come le rom “basate su”, in quanto la PAC stock è già di suo all’apice dello sviluppo ed è difficile aggiungerne qualcosa.


Le alternative stock

Ciò che è importante sapere è che non esistono solo questi team di sviluppo, ma spesso tanti sono gli sviluppatori che preferiscono operare direttamente sulla ROM stock di uno specifico terminale, creando un progetto limitato a quel singolo modello o linea di modelli.

E’ il caso della serie Sony Xperia, per la quale spesso sono stati rilasciati più progetti autonomi che non hanno nulla a che fare con i team di sviluppo precedentemente citati e che, nonostante questo, hanno raggiunto livelli di efficienza addirittura superiori alle precedenti.

Io stesso per il mio terminale ho scelto una Gin2KitKat, progetto autonomo che porta alcuni aspetti della KitKat sulla rom stock Gingerbread, risultandone fluido, velocissimo e molto efficace, anche grazie al supporto del Kernel Lupus, un progetto nato per Xperia che si sta estendendo anche ad altri dispositivi.

Il consiglio che vi si può dare è di prendere confidenza con il forum XDA ed innamorarvici, seguendolo e sostenendo gli sviluppatori che si occupano del vostro modello, e di provare e variare soprattutto tra i Kernel più che tra le ROM, in quando un’ottima rom con un pessimo Kernel farà sempre una pessima figura.

Internet via satellite: tutto quello che c'è da sapere

Ad alcuni può sembrare una tecnologia del tutto nuova per connettersi ad internet ma, di nuovo, c'è soltanto il fatto che le grandi società come Eutelsat sono finalmente riuscite a proporre ai consumatori dei prezzi piuttosto accessibili per utilizzare questo sistema satellitare. Il concetto è molto semplice, avete presente i navigatori GPS? Quei dispositivi non fanno nient'altro che connettersi al satellite e scaricare determinati dati. Cosi, con una semplice parabola ed un sofisticato modem satellitare, anche voi potrete connettervi ad un satellite che vi restituirà, a sua volta, i dati che avrete richiesto navigando con il vostro browser.
Vi starete chiedendo quale sia il vantaggio di questo sistema quando ci sono già le comuni reti ADSL. Ebbene il vantaggio, piuttosto ovvio, sta nella possibilità di avere una connessione abbastanza veloce in qualunque punto della terra.
In Italia vi assicuro che, di problemi riguardanti le connessioni ADSL, siamo pieni. Molti paesini di montagna o anche quelli che semplicemente si discostano di qualche chilometro dalla città, hanno problemi a raggiungere una velocità superiore ai 50kB al secondo.

Qui subentra l'internet satellitare. Purtroppo però, come ad ogni affermazione di un nuovo mercato, c'è una grande confusione tra i consumatori: società che offrono quello e società che offrono questo mentre voi, analizzate le offerte, e non sapete cosa vi stanno dando realmente.
Un esempio pratico e attuale di quanto ho appena detto, ovvero di confusione da parte del consumatore a riguardo del servizio offerto, è la società che non molto tempo fa veniva pubblicizzata in TV: la Linkem. Linkem, non smetterò mai di ripeterlo, non è in nessun modo da prendere in considerazione come una connessione satellitare. Questa società ha semplicemente dei ponti ripetitori (A TERRA) che trasmettono il segnale a tutte le parabole che, a loro volta, saranno installate nelle case dei clienti. Seppur anche questo sistema (chiamato WiMAX) sembra essere efficiente quanto il satellitare, vi assicuro che non è cosi, di fatto diverse zone non riescono ad essere raggiunte da questi ripetitori.

Cosi in quest'articolo cercherò di far chiarezza esponendo, subito di seguito, le due società note che offrono ad un prezzo accessibile questa tanto discussa connessione satellitare. Prima di elencarle però voglio porre all'attenzione che, quando si tratta di società che forniscono connessione ad internet sia in ADSL, in WiMAX che satellitare, ci sarà sempre quella nicchia di utenti che riscontrerà non pochi problemi con il sistema e/o la società in questione e, di post piene di lamentele sui forum, ce ne sono a palate.
Elenchiamo comunque le due offerte:

Open Sky


Logo Open Sky

Open Sky è un'azienda italiana che, non molto tempo fa, è stata oggetto di forti critiche da parte di molti utenti insoddisfatti che dichiaravano ingannevole la pubblicità dell'azienda. Fortunatamente però è riuscita a risollevare il nome e la considerazione di se stessa grazie alla nuova struttura e, soprattutto, alla particolare attenzione che è stata posta nella riorganizzazione del piano offerte dedicato ai clienti.
Qui la pagina web dove potete consultarle: http://www.open-sky.it/tooway/residenziale
La più allettante sembra essere la "Open Sky Flat 20" con un pagamento mensile di €36,90 che subentra soltanto dopo i primi 4 mesi "promozionali" dove il prezzo è di €18,50. Il limite di download al mese è di 20GB ma, dalle 23:00 alle 7:00, l'offerta diventa "Flat": senza limiti.
Mentre quello che puzza di marcio è la velocità che viene descritta nel sito web, indicata come "nominale". Cosa significa questo? Che, almeno da quanto vedo nel sito web, non ci sono velocità minime assicurate e potete di punto in bianco trovarvi con una connessione 56k/128k.
Qui trovate le FAQ della offerta: http://www.open-sky.it/tooway/tooway-faq

Sitmar


Logo Sitmar

Anche questa è un'azienda italiana che offre soluzioni dai 50 ai 200 euro mensili, esclusi canoni iniziali di promozione ecc.
Le offerte fondamentalmente sono simili se non per il fatto che, mentre con Open Sky si può disporre di una fascia oraria di connessione flat, con Sitmar l'unico modo per avere una connessione flat è quello di sottoscrivere il piano "Tooway Diamond" che permette una navigazione flat per €190 mensili.
Qui trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno: http://www.sitmar.it/form/adsl_satellitare_privati.php

Conclusioni

Quali sono quindi le conclusioni? Usare o non usare la connessione satellitare?
Una cosa è chiara: se avete la necessità di utilizzare internet a determinate velocità, è ovvio che non potete farne a meno. Però, il mio consiglio, è quello di affidarsi ad un'azienda per un certo periodo di tempo e verificare la qualità del servizio. Fatto questo deciderete poi se continuare per quella strada o meno.
Per concludere voglio semplicemente ricordarvi che in questo mondo, nel mondo delle offerte telefoniche, delle TV satellitari e delle connessioni ad internet, non si smette mai di rimanerci fregati. Si tratta di una giungla bella e buona dove le cose si ottengono soltanto facendosi sentire, strillando per ore ed ore al telefono e facendo notare che il servizio che offrono non è affatto quello che pubblicizzano. Spero almeno che alcune delle vostre esperienze non siano come le abbia descritte perché, per quanto mi riguarda, è peggio che andar di notte.

Author: Cerquone Giacomo

Top 8 accessori NFC per smartphone

L'NFC (Near Field Communication) è una tecnologia sviluppatasi solo negli ultimi anni anche se, per dirla proprio tutta, essa è una evoluzione del vecchio RFID: un sistema particolare sviluppatosi negli anni '60 che permetteva ad un affare piccolino chiamato tag o trasponder, di essere letto/scritto attraverso l'utilizzo di un lettore per l'appunto. Questa la lettura/scrittura, sia in RFID che in NFC, non può avvenire ad una distanza maggiore di 10cm tra il tag e il lettore/scrittore.

Ma quindi in cosa si differenzia l'NFC dal suo vecchio antenato? Sostanzialmente è come ho detto prima: è un aggiornamento del vecchio sistema che permette, a differenza dell'RFID, uno scambio di dati bidirezionale attraverso l'utilizzo di un protocollo p2p ad alte velocità di trasmissione.
In conclusione, prima di stancarvi o farvi annoiare a morte, il classico esempio di utilizzo di questi sistemi, in modo che possiate immaginarne meglio un utilizzo, lo si fa con i passaporti. Il primo paese ad aver aderito a questo cambiamento è stata la Malesia nel 1998 e, noi italiani, soltanto nel 2006.

Stampanti 3D: quando il vicino produce armi

La tecnologia non fa altro che progredire e lo fa incessantemente. Giorno e notte vengono costruiti nuovi gingilli che però, prima che riescano ad arrivare a noi, appartengono a qualche ente, privato o pubblico che sia, che ne detiene i diritti e l'esclusività. Solo con il passare del tempo questi prodotti verranno commercializzati diventando proprietà della collettività, della massa.
E' successo già in passato con i PC ed internet ed ora, ora che abbiamo tutto e niente, sta succedendo la stessa cosa con le stampanti 3D: considerate una volta degli strumenti costosissimi utilizzabili soltanto dalle imprese o da esperti del settore che disponessero sufficienti risorse monetarie per acquistarli.
Da non molto tempo però questo magnifico strumento sta infestando le case delle persone comuni: persone come me, voi e moltissime altre ed è un avvenimento da non sottovalutare affatto.

Infatti affidare un prodotto del genere ai consumatori finali, sarebbe come dire che, da oggi in poi, ogni individuo sarà in grado di prodursi autonomamente delle custodie per smartphone (un semplice esempio di quello che queste stampanti sono in grado di fare).
Per arrivare a farvi comprendere il grado di diffusione di questo prodotto, basta dire che chiunque può acquistarne una al MediaWorld. Infatti, solo qualche giorno fa, è stato introdotto nel listino di un centro commerciale internazionale, per la prima volta, una stampante 3D ed il primo modello in questione è la hp3dx100:
Stampante 3D HP
Tutti voi avrete sicuramente pensato che, il paragone tra l'avvenimento dei PC e queste "semplici" stampanti, sia stato decisamente azzardato ma per il noto editoriale "The Economist" non è cosi.

Top 10 regali tecnologici per lui

Non è mai facile far contento qualcuno quando si fa un regalo, anche se devo dire che negli ultimi anni l’interesse generale delle persone si è spostato di molto sui prodotti hi-tech dove, fortunatamente, è possibile trovare regali di tutti i tipi, per tutte le persone e soprattutto a qualsiasi tipo di prezzo. Insomma un vasto mercato dove ci si può rifugiare per riuscire a trovare il regalo che fa per lui, che sia il nostro marito, fidanzato o miglior amico.
Per di più l’avvicinarsi del natale, come sempre, ci ha messo in crisi e non sappiamo proprio cosa scegliere. Vediamo allora quali possono essere i 10 infallibili regali in ordine di prezzo cosicché, anche chi non può/vuole spendere un patrimonio, potrà fare la sua bella figura.


Cuffie


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Cuffie Beats: 7 motivi inaspettati per non comprarle

È giunto finalmente il momento di parlare delle famosissime cuffie Beats, che sono probabilmente le cuffie più pubblicizzate della storia. Da calciatori a star della musica e del cinema, tutti si fanno vedere con le famose cuffie firmate Dr Dre al collo. Ovviamente la tentazione di comprarle è grande - e proprio per questo ho deciso di scrivere quest'articolo con 10 motivi inaspettati per non comprarle. Ma non dilunghiamoci oltre e andiamo al dunque.








1. Vanno di moda


Lil Wayne indossa cuffie Beats argentate con brillantini


Per quanto strano possa pensare, questo è un motivo per non comprare queste cuffie. Infatti il fascino delle Beats sta esclusivamente nel fatto che vanno di moda, fatto che offusca altri fattori importanti che dovrebbero aiutarci a decidere se comprare o meno. 



2. Sono nel top delle preferenze di ladri e scippatori


Il video è probabilmente finto ma mette in evidenza un fenomeno molto reale. Tra un paio di cuffie Beats Executive e un paio di Sennheiser HD650, cosa sceglierebbe uno scippatore? La risposta è:
-Quelle che conosce
-Quelle che sembrano più costose
-Quelle che si vendono più facilmente/velocemente
In tutti e tre i casi, un ladro verrà attirato dalle Beats piuttosto che da un altro paio di cuffie, anche se magari le Beats costano meno o non sono altrettanto buone come cuffie. Succede così spesso che alla gente vengano rubate le Beats che siti come Gawker hanno pubblicato una guida su come non farsele rubare (inglese). Il New York Post invece ha pubblicato un articolo intitolato "Ogni ladro ha le sue Dre" (inglese).



3. La qualità audio lascia a desiderare


Cuffie beats Pro sul tavolo in primo piano

Per il loro prezzo le Beats lasciano a desiderare dal punto di vista della qualità audio. Dalle Solo alle executive, il problema è lo stesso: medi deboli, troppi bassi e tremori come quelli che si incontrano in cuffie da 50 euro. Nel mio articolo sulle migliori cuffie per ogni esigenza ho parlato di come un mini amplificatore possa migliorare l'esperienza di ascolto, tirando fuori il meglio dalle cuffie potenti che però non sono sufficientemente sfruttate dalla scheda audio del PC/lettore mp3/telefono. 

Ebbene, in questo caso non consiglio di comprare un mini amplificatore per questo tipo di cuffie, semplicemente perché non c'è niente da tirar fuori. Al contrario, usare le cuffie Beats con un amplificatore tende a mettere in evidenza le mancanze già apparenti di queste cuffie. In più, le Studio vanno a batterie, quindi si suppone che sfruttino al massimo la potenza data da queste.



4. Troppo marketing


Banner pubblicitari con le cuffie Beats


Per quanto mediocri possano essere queste cuffie, Dr Dre ha fatto un lavoro eccellente dal punto di vista del marketing: tra pubblicità, banner, sponsorizzazioni di eventi e soprattutto pubblicità attraverso artisti e sportivi famosi, le Beats sono le uniche cuffie che vengono riconosciute a prima vista da chiunque. Sembra una cosa buona, vero? Non se questo budget enorme per il marketing lo pagano poi i consumatori. Preferite pagare di più per avere un prodotto di qualità superiore oppure per sostenere una campagna pubblicitaria colossale? La scelta sta chiaramente a voi.



5. I nomi sono messi "a caso"


Cuffie da studio di registrazione


Prendiamo le Beats Studio. Chiaramente con il termine "studio" si allude agli studi di registrazione, a cui queste cuffie dovrebbero essere destinate. La verità è che nessuno studio di registrazione che si rispetti non userà mai queste cuffie, perché nonostante il nome, non rispondono alle quattro esigenze che gli studi hanno: bilanciamento del suono, purezza, fedeltà e isolamento. La verità è che queste cuffie sono pensate solo ed esclusivamente per i consumatori normali.



6. C'è di meglio, per meno soldi


Cuffie nere con iPod


Le cuffie Beats sono la dimostrazione che pagare di più non sempre vuol dire avere un prodotto migliore. Con 150 euro potete comprarvi un paio di Audio Technica ATH-M50, che ridono in faccia alle Beats da qualsiasi punto di vista. Aggiungete 30 euro per un mini amplificatore come questo e avrete una qualità audio che vi sbalordirà. Oppure date un'occhiata all'articolo di cui vi parlavo, dove troverete le migliori cuffie per tutti i gusti.



7. State fuori dal gregge


Due gufi sulla sabbia


Siate ribelli, non fate le stesse cose che fanno gli altri. Se in giro vedete solo Beats prendetevi un paio di Sennheiser o di Beyerdynamic e andatene fieri: questi sono marchi rispettati nel settore e sono in giro da decenni e chi veramente se ne intende apprezzerà i vostri gusti.

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