Come Camminare Sui Carboni Ardenti


Come è possibile camminare sui carboni ardenti senza ustionarsi?
Per camminare sui carboni ardenti, riducendo al minimo il rischio di ustionarsi, bisogna seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto si devono fare pochi passi, muovendosi con decisione e senza mai fermarsi. Ad ogni passo il piede deve stare a contatto con le braci per non più di un secondo: così facendo, il calore non fa in tempo a ustionarci i piedi. La brace di carboni di legna, pur trovandosi alla temperatura di alcune centinaia di gradi Celsius può arrivare anche a 800-900 C°, è un pessimo conduttore di calore. Quindi il calore passa lentamente dai carboni caldi al nostro corpo più freddo. Se il rempo di contatto È breve, il calore che passa non basta per innalzare la temperatura della pelle al punto di ustionarla. Sarebbe invece impossibile camminare su una lastra metallica alla stessa temperatura della brace: poichÈ il metallo ha una grande conducibilità termica, ci ustioneremmo subito. Per avere un termine di riferimento, la conducibilità termica del ferro è 80 W/(Metro x Kelvin), mentre quella del legno è 400 volte più piccola: 0,2 W/(Metro x Kelvin). Per lo stesso motivo non siamo in grado di toccare una teglia di metallo estratta dal forno. Possiamo invece prenderla in mano se la afferriamo mediante maniglie di legno. Le braci ardenti possono essere ricoperte da uno strato di cenere che è molto più freddo della brace. L'impresa resta comunque spettacolare, dato che queste prove di coraggio si svolgono al buio e il percorso ha l'aspetto di un tappeto di fuoco. Nei Paesi dove questa attività fa parte del folklore locale, le persone che si cimentano nell'impresa abitualmente camminano a piedi scalzi. Hanno quindi una callosità molto consistente che permette loro di resistere più tempo di una persona che porta sempre le scarpe. Quindi per camminare sui carboni ardenti non servono doti paranornali o tecniche di addestramento basate su misteriosi rituali di meditazione. Bisogna però procedere precisi e a passi rapidi.

Come Si Misura La Velocità In Formula 1

Come si misura la velocità in formula 1?
Si misura in due modi: con un normale tachimetro e con un sistema di satelliti che rileva la posizione del veicolo dallo spazio, il sistema GPS (Global Positioning System). Le due misure sono inviate ai box in tempo reale sotto forma di impulsi elettromagnetici, grazie ai sistemi di telemetria. Entrambi i sistemi effettuano misure indirette, cioè misurano le distanze e i tempi, poi calcolano il valore della velocità. Nel caso del tachimetro, i sensori presenti sulle ruote permettono di determinare il numero di giri che la ruota compie su se stessa in un secondo. Moltiplicando questo valore per 2r (dove r è il raggio della ruota), si ottiene il valore della velocità. Tuttavia, poichè le vetture non hanno l'ABS (Antilock Braking System), una frenata improvvisa può provocare il bloccaggio di una o più ruote: in questo caso la macchina continua a muoversi, ma i sensori rilevano una velocità nulla. Ecco allora l'utilità del sistema GPS, che permette in ogni istante di conoscere la posizione della vettura e quindi di calcolare i valori della velocità a partire da queste misure di posizione.

I Termovalorizzatori

Che cos'è e come funziona un termovalorizzatore?
E' un impianto per il recupero energetico dei rifiuti, simile a un inceneritore, ma che produce energia elettrica o termoelettrica. I rifiuti selezionati da raccolta differenziata vengono bruciati ad alta temperatura e il vapore risultante dal processo aziona una turbina che trasforma l'energia termica in energia elettrica.

Gli impianti garantiscono anche il teleriscaldamento: parte del calore sviluppato può raggiungere le abitazioni circostanti grazie a una rete di tubature che distribuiscono acqua bollente, come avviene in prossimità di fonti geotermiche. A fine processo, i residui rappresentano circa il 10% del volume e il 30% del peso originario dei rifiuti, e vengono smaltiti in discarica. I fumi roventi della combustione sono filtrati prima di essere immessi in atmosfera, tuttavia ricerche effettuate sul particolato e sulle nanopolveri non hanno eliminato alcuni dubbi sulla loro tossicità, anche se mancano studi epidemiologici completi.

Sono 52 gli impianti operativi in Italia a fine 2005, con una capacità di trattamento complessiva di circa 17.000 t/giorno di rifiuti; solo quattro effettuano il monitoraggio continuo del mercurio e altri quattro il campionamento delle diossine. Il miglior impianto italiano è senz'altro quello di Brescia, che ha ottenuto persino l'Oscar mondiale del settore, il WTERT 2006 Industry Award, per l'aspetto estetico, il livello di recupero di energia da rifiuti, quello delle emissioni inquinanti, l'utilizzo dei residui di combustione e l'accettazione da parte della comunità locale.

Se si termovalorizzassero correttamente 20 dei 30 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti in Italia ogni anno, oltre a contribuire al loro smaltimento si arriverebbe a produrre 15 miliardi di Kilowattora di elettricità, pari al 5% del fabbisogno nazionale.



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La scienza naturale dell'uomo. Il manoscritto russo, di Konrad Lorenz
Tra il 1944 e il 1948 Konrad Lorenz, detenuto in un campo di concentramento sovietico in Armenia, si impegnò nella stesura della sua prima opera, un tentativo di proporre un'esposizione coerente di una branca giovane e molto singolare della ricerca biologica, che ha per oggetto quel che c'è di più vitale in ogni vivente: il comportamento. Utilizzando la carta di alcuni sacchi di cemento, inchiostro e penne d'uccello -materiale barattato con altri prigionieri in cambio di razioni alimentari- e disponendo di una biblioteca limitata al solo Faust di Goethe, il grande etologo austriaco gettò le basi dei lavori futuri.


Alle durissime condizioni della prigionia reagì con le risorse che gli offriva la sua enorme curiosità intellettuale e in tale periodo diede forma compiuta a quelle che, fino allora, erano state intuizioni sparse e osservazioni prive di organicità. Queste pagine segnano la nascita dell'etologia scientifica. Le considerazioni filosofiche sulla possibile sintesi di scienze naturali e scienze dello spirito si accompagnano ad una vivace rassegna delle idee dei suoi predecessori; i concetti fondamentali del sapere etologico vengono approfonditi e collegati tra loro in un'audace architettura cui Lorenz farà riferimento nelle opere successive.


L'avventura umana e intellettuale che dà vita a questi scritti è affascinante e singolare: un uomo, uno studioso, privato della libertà personale, supera d'un balzo le sbarre del carcere per aprire il suo sguardo a un orizzonte inesplorato di idee e di pensieri. "La scienza naturale dell'uomo" offre la dimostrazione più concreta e irresistibile della forza dirompente ed emancipante dell'intelletto umano.


Nel 1990, poco dopo la scomparsa di Lorenz, la figlia (e allieva) Agnes von Cranach ha ritrovato questo "manoscritto russo" seppellito sotto un mucchio di vecchie bozze abbandonate nell'angolo più nascosto della biblioteca paterna di Altenberg e ne ha curato l'edizione, consapevole di trovarsi davanti a un "pezzo di storia della ricerca sul comportamento".

Carotaggio

Cos'è il Carotaggio?

Si tratta di una tecnica di campionamento messa a punto per la ricerca di risorse minerarie e fossili nel sottosuolo e poi utilizzata per analisi mineralogiche, stratigrafiche, paleontologiche, di ingegneria civile. I campioni cilindrici estratti sono appunto detti carote.

Il campo applicativo più nuovo è quello delle analisi climatologiche.


Il consorzio internazionale Epica (European Project for Ice Coring in Antartica) ha eseguito un carotaggio nella calotta polare che è giunto a 3270 metri di profondità.


Analizzando la composizione chimica e le proprietà fisiche del ghiaccio, dell'aria (inclusi i gas serra) e delle impurità (tracce di sale marino, polvere, ecc.) che vi sono intrappolate, sarà possibile conoscere con una precisione senza precedenti le variazioni climatiche avvenute negli ultimi 890.000 anni.


La ricerca, compiuta presso la base italo-francese Concordia, a Dome C, con il supporto logistico del Programma Nazionale per le Ricerche in Antartide (PNRA), non getta solo uno sguardo sul passato: l'esame dei dati raccolti consentirà infatti di comprendere i cambiamenti climatici che ci attendono in futuro.



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Germoplasma

Cos'è il germoplasma?

Il germoplasma è materiale genetico trasmesso da una generazione alla successiva mediante la linea delle cellule germinali.


Se riferito a piante di interesse agricolo, indica il patrimonio di sementi di una data regione.


Le banche di germoplasma sono istituzioni scientifiche che proteggono la biodiversità dei vegetali, studiano e migliorano le sementi destinate allo sviluppo agricolo, analizzano parassiti e malattie, raccolgono e conservano i semi delle specie endemiche rare o a rischio di estinzione.


Le riserve consentono di reintrodurre negli habitat originari le varietà che stanno scomparendo per cause naturali o in seguito all'intervento umano.


In Italia, secondo recenti statistiche, le varietà a rischio sono circa 1000 su 6711 specie censite.


Le banche del germoplasma e i parchi naturalistici concorrono alla strategia per la conservazione della natura richiesta dalle principali convenzioni internazionali in materia.


In Italia opera la Rete Italiana delle Banche per la conservazione Ex situ (cioè fuori dagli habitat naturali) del germoplasma (RIBES).


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Difficile eredità per chi, trent'anni dopo, sarà chiamato a tentare di sciogliere questi nodi fatali: Oswald Breil, ex primo ministro israeliano, sempre affiancato da donne bellissime quanto intelligenti, dovrà affrontare i fantasmi del proprio passato per fronteggiare la minaccia che incombe sul futuro del pianeta, oltre che sulla sua stessa vita...