La Scienza Naturale Dell'Uomo. Il Manoscritto Russo, Di Konrad Lorenz

La scienza naturale dell'uomo. Il manoscritto russo, di Konrad Lorenz
Tra il 1944 e il 1948 Konrad Lorenz, detenuto in un campo di concentramento sovietico in Armenia, si impegnò nella stesura della sua prima opera, un tentativo di proporre un'esposizione coerente di una branca giovane e molto singolare della ricerca biologica, che ha per oggetto quel che c'è di più vitale in ogni vivente: il comportamento. Utilizzando la carta di alcuni sacchi di cemento, inchiostro e penne d'uccello -materiale barattato con altri prigionieri in cambio di razioni alimentari- e disponendo di una biblioteca limitata al solo Faust di Goethe, il grande etologo austriaco gettò le basi dei lavori futuri.


Alle durissime condizioni della prigionia reagì con le risorse che gli offriva la sua enorme curiosità intellettuale e in tale periodo diede forma compiuta a quelle che, fino allora, erano state intuizioni sparse e osservazioni prive di organicità. Queste pagine segnano la nascita dell'etologia scientifica. Le considerazioni filosofiche sulla possibile sintesi di scienze naturali e scienze dello spirito si accompagnano ad una vivace rassegna delle idee dei suoi predecessori; i concetti fondamentali del sapere etologico vengono approfonditi e collegati tra loro in un'audace architettura cui Lorenz farà riferimento nelle opere successive.


L'avventura umana e intellettuale che dà vita a questi scritti è affascinante e singolare: un uomo, uno studioso, privato della libertà personale, supera d'un balzo le sbarre del carcere per aprire il suo sguardo a un orizzonte inesplorato di idee e di pensieri. "La scienza naturale dell'uomo" offre la dimostrazione più concreta e irresistibile della forza dirompente ed emancipante dell'intelletto umano.


Nel 1990, poco dopo la scomparsa di Lorenz, la figlia (e allieva) Agnes von Cranach ha ritrovato questo "manoscritto russo" seppellito sotto un mucchio di vecchie bozze abbandonate nell'angolo più nascosto della biblioteca paterna di Altenberg e ne ha curato l'edizione, consapevole di trovarsi davanti a un "pezzo di storia della ricerca sul comportamento".