Questa Sera Si Recita A Soggetto

Questa sera si recita a soggetto, commedia di Luigi Pirandello

Il componimento parla di una famiglia che ne combina di tutti i colori: il padre, denominato Sampognetta, è un buffone ingenuo che si fa prendere in giro da tutti, oltre ad essere completamente subordinato alla moglie, la “signora Ignazia”, rappresentante il prototipo della donna ignorante ma con saldi princìpi. Le quattro figlie, Dorina, Mommina, Totina e Nenè sono quelle che rendono divertente l'insolita famiglia. Si aggiungono inoltre altri quattro personaggi: Sarelli, Nardi, Verri e Pomarici, tutti aviatori di professione, tutti, chi più chi meno, innamorati di una delle ragazze.


Tralasciando la trama della storia che, se pur importante, non risulta fondamentale ai fini della comprensione delle caratteristiche del componimento, andiamo ad analizzarne lo stile. I vari attori si comportano in modo alquanto insolito, infatti prima, durante e dopo lo spettacolo intervengono con discorsi che non hanno niente a che vedere con la recita della commedia, ed il tema predominante è il seguente: ribellarsi contro il copione, voler esprimere (come personaggio della commedia, stavolta) certi sentimenti non previsti nel copione; o, al contrario, qualcuno vuole delle indicazioni più precise su quello che deve dire e fare.


In questa babele di opinioni e perfino di liti fra gli attori, fa da mediatore il direttore della compagnia teatrale, il “dottor Hinkfuss”, personaggio molto strano e imprevedibile, tanto che in certi momenti non si può dire con certezza se questo abbia veramente perso il controllo dei suoi attori , oppure se tutto non fosse previsto dal suo genio per eccitare il pubblico.


Dal punto di vista sociale, questa storia (ricordiamo che è stata scritta nel 1929) può essere considerata il dipinto pirandelliano della società moderna: la ricerca della vera libertà e il piacere che scaturisce dal poter decidere liberamente, e dall'altra parte, il bisogno di certezze. Consiglio a chiunque di leggerla, è lunga meno di cento pagine e ne vale veramente la pena.



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