Progresso, Globalizzazione, Povertà


Il progresso comporta un aumento della solidarietà dei popoli ricchi verso i più poveri".


Ad avanzare questa ipotesi è Benjamin Friedman (Docente di Economia Politica presso l’Università di Harvard, dove è stato direttore del Dipartimento di Economia; è membro del Council on Foreign Relations e del comitato di redazione della Enciclopedia Britannica; è membro del National Council on Economic Education e consulente della Federal Reserve Bank; è stato capo dell’Ufficio ricerche, mercati finanziari ed economia monetaria del National Bureau of Economic Research; ha pubblicato numerosi saggi di politica economica, in particolare sul ruolo dei mercati finanziari nell’ambito delle politiche fiscali e monetarie e loro impatto sulle attività economiche), che con questa affermazione demolisce la (più famosa) teoria secondo la quale sarebbe proprio la crescita economica dei Paesi ricchi la responsabile dell'abisso che separa i ricchi dai poveri.


Ne deriva un fatto cruciale: essere contro la globalizzazione per solidarietà verso i poveri è utopistico, perchè significherebbe opporsi al progresso, che è solidarietà.


E come la mettiamo allora con chi dice di essere contro la globalizzazione perchè quest'ultima avrebbe conseguenze negative sull'ambiente, sollevando il "consueto" polverone delle polemiche sul clima?


La risposta c'è, per chi la vuol vedere, ed è la storia a fornircela: il progresso, pur portando ad un aumento delle fabbriche, provoca un aumento delle tecniche e delle tecnologie che permettono di ridurre sempre di più l'impatto climatico degli impianti industriali (esempio- Inghilterra, epoca della Rivoluzione Industriale: le città erano avvolte da una nube tossica, l'aria era praticamente irrespirabile; ora siamo nel 21° secolo e la situazione, qualunque cosa dicano gli scettici, è sicuramente migliorata).


Da queste considerazioni risulta quindi sbagliato l'approccio che molti, più o meno consciamente, hanno adottato nei confronti del fenomeno della globalizzazione, e le tesi di molti personaggi più o meno dediti a criticare questo fenomeno dimostratosi tutto fuorchè quello che sembrava essere, risultano essere campate in aria.



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